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ilmagodiquoz
Blog di satirinformazione, controindicazione, farneticazione e controfarneticazione: da usare con cautela.
LAVORO
15 luglio 2012
Zitti e Mutui!!



Come al solito la notizia vera è quella che si legge al contrario: sono i GIOVANI che crollano stremati dopo anni di NON mutui, di NON lavoro, di NON si deve rompere i coglioni allo STATUS QUO, altrimenti detto Status Italicus.

Dalla firmetta di mamma e papà per far fare sonni tranquilli ai grandi istituti di credito e alle multinazionali della finanza - a loro le garanzie vanno sempre date, unilateralmente e a prova di crisi, senza alcuna condizione negoziabile - fino agli impiegatini ridolini che ti pigliano con due ditine il fogliettino della tua  "paghetta a bustina", la lasciano sgocciolare ben bene turandosi il naso, e con la smorfia di chi non ha tempo da perdere t'incalzano con il gran quizzone protocollo: hai altri introiti? Qualcuno che può ri-garantire per te? Qualche altro impiego? 

Per un attimo taci sospeso.. nel vuoto... di chi sembra ti voglia far colare da un altro secolo - penso derivi da qui il verbo "trasecolare" - da un sogno lontano, lontano, lontano.. eppure così vivido e reciso a morsi di prepotenza e di colpi di quella maggioranza che ha scalpitato attorno a te fino un attimo fa. 

Cerchi con gli occhi in alto a destra una risposta che forse ti stava sfuggendo da troppo tempo, e con voce posata e neutra tenti di dare la soluzione:

- Si fosse impiegato, avrei l'articolo uno della Costituzione. Ma viviamo in tempi flessibili, direi quasi fluttuanti, opinabili, maturi. Siamo abituati a genufletterci silenti a cospetto dei Sagittari del terzo millennio: quelli proprio come Lei, con quella testa perplimente a dondolo, avvitata su di un corpo composto da un mezzo busto a tempo indeterminato e una mezza scrivania in legno massiccio del tempo che fu. Qualora volesse pormi la domanda di riserva non esiti a contattarmi. Non c'è dubbio, mi trova sul solito elenco, quello di chi ha pagato, che paga e che pagherà ancora e ancora, fino a quando il conto con la Sua vecchiaia - e di quelli come Lei - non verrà saldato.

"Saldato" ovviamente nel senso di offrire a vossìa un punto d'approdo SALDO, sicuro, deciso e fisso, in questo mondo così precario e ballerino.  Un "futuro", così l'avremmo chiamato un tempo, ed è un peccato che lo si declini sempre al passato prossimo. Sarà per la prossima vita, non si preoccupi. Ossequi a Lei e dia una carezza a sua moglie.

L'ottava virtù?

La resilienza.






Repubblica.it/

Crollo dei mutui per i giovani
Per Bankitalia sono calati del 30%

La riceca di tre economisti mette in evidenza la stretta del credito per le operazioni immobiliari. Che dal 2008 al 2011 si sono contratte del 9.1% ogni anno 

ROMA - La frenata dei prestiti per l'acquisto dell'abitazione ha interessato soprattutto i giovani. Lo studio di tre economisti di Bankitalia rivela che nel quadriennio 2008-2011 "il numero totale di contratti stipulati dagli individui con meno di 35 anni è diminuito di oltre il 30% rispetto al quadriennio 2004-2007". Più in generale, dal 2008 al 2011 "il numero dei nuovi mutui concessi si è ridotto mediamente del 9,1% ogni anno, a fronte di un aumento medio dell'8,5% nei tre anni precedenti".

Nel dettaglio la ricerca, che utilizza le informazioni relative a circa 2 milioni di contratti di mutuo per l'acquisto della casa, rileva che nel periodo 2008-2011 il numero dei mutui di importo superiore ai 75 mila euro concessi alle famiglie consumatrici dalle banche partecipanti alla Rilevazione analitica dei tassi d'interesse "è risultato sistematicamente più basso rispetto al quadriennio precedente".

Dal 2004 al 2007 il numero medio annuo di contratti stipulati è infatti "stato pari a circa 266.000; nel periodo successivo è diminuito del 22%, a 208.000". E - sottolinea lo studio - "anche l'importo complessivo delle nuove erogazioni ha avuto un andamento analogo, sebbene abbia registrato un ritmo di crescita più elevato negli anni di espansione, grazie anche all'andamento crescente delle quotazioni immobiliari".

Nell'indagine si legge che "il calo è stato determinato sia da fattori di domanda sia di offerta. I primi sono legati soprattutto alla debolezza del mercato immobiliare e alla fase negativa del ciclo economico, caratterizzata dall'aumento del tasso di disoccupazione e dalla riduzione dei redditi delle famiglie". Allo stesso tempo, viene evidenziato, "le condizioni di offerta da parte degli intermediari hanno registrato un irrigidimento, connesso al peggioramento delle condizioni di accesso alle fonti di finanziamento e all'inasprimento dei vincoli di bilancio, oltre che al deterioramento della qualità dei prestiti".

Lo studio inoltre sottolinea che "l'irrigidimento dell'offerta ha inciso in misura minore sui mutuatari con redditi elevati, come emerge dall'andamento delle erogazioni di mutui di ammontare elevato, di importo superiore a 150 mila euro, aumentati del 2%".

(14 luglio 2012) © Riproduzione riservata

arte
8 agosto 2009
Il Passante di Mestre...



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14 luglio 2009
Oggi sciopero



Adesione all'appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana.



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POLITICA
26 giugno 2009
Risintonizzati, Italia!
 Questa:



NON è una puttana, è un' ESCORT...


Questo:




NON è un puttaniere,
 è il PRESIDENTE DEL CONSIGLIO...



















VA BENE ANDARE A PUTTANE. ...MA NON BISOGNA DIRLO... from informazionedalbasso on Vimeo.




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sessualità
20 marzo 2009
La Chiesa unica soluzione..





Caro amico Africano malato di aids, non usare i preservativi,
ma rinnovati spiritualmente e umanamente...
Usa la Chiesa...




«La Chiesa combatte l' Aids I preservativi non servono»

Il Papa in Camerun: «La mia solitudine? Un mito» Benedetto XVI accolto da canti e balli di decine di migliaia di fedeli, con vesti multicolori, bandierine e striscioni

YAOUNDÉ (Camerun) - In aereo la domanda l' aveva messo di buon umore. «Se mi sento solo? Per la verità devo un po' ridere su questo mito della mia solitudine». Benedetto XVI parlava dei suoi incontri quotidiani, compresi i vecchi «compagni di messa» che sono appena andati a trovarlo. Ancora non poteva immaginare l' accoglienza della gente di Yaoundé, decine di migliaia di sorrisi, vesti multicolori, canti, balli, bandierine e striscioni tra il verde lucente dei banani e la terra rossa lungo i trenta chilometri di strada dalla foresta intorno all' aeroporto al centro della capitale del Camerun: «Amo la gioia della fede in Africa». Il Papa inizia il suo primo viaggio nel continente dimenticato e affronta subito, con l' abituale chiarezza, alcuni temi chiave: parla dell' Aids e dice che «non si può superare questo dramma con la distribuzione di preservativi, che al contrario aumentano il problema», cita come esempio «particolarmente encomiabile» che nel Paese «i malati siano curati gratis» dal centro cardinal Léger, scandisce che «di fronte al dolore o alla violenza, alla povertà o alla fame, alla corruzione o all' abuso di potere un cristiano non può mai rimanere in silenzio». Sbarcato dall' aereo, accolto dai vescovi e dal presidente camerunense Paul Biya - al potere da 27 anni e onnipresente accanto al Papa nei giganteschi fotomontaggi sparsi a Yaoundé - Benedetto XVI sillaba la denuncia più severa: «Il traffico di esseri umani, specialmente di inermi donne e bambini, è diventato una moderna forma di schiavitù». Miseria, ingiustizie, malattie. In un Paese dove un quarto degli abitanti è cattolico - e lungo la strada sfilano innumerevoli gli studenti delle scuole della Chiesa » Benedetto XVI elogia la «terra di vita, dove il governo parla in difesa dei diritti dei non nati». Sull' aereo, sereno e imperturbabile davanti ai giornalisti, il pontefice ha risposto all' obiezione di chi considera la posizione della Chiesa sull' Aids non realistica e inefficace: «Io direi il contrario. Penso che la realtà più efficiente, più presente e forte nella lotta contro Aids sia proprio la Chiesa cattolica con le sue strutture, i suoi movimenti e comunità». Perché il dramma non si supera «con i soldi, pure necessari». Ci vuole «l' anima». E i preservativi «peggiorano il problema». La soluzione non può che essere «l' umanizzazione della sessualità e una vera amicizia verso le persone sofferenti». Benedetto XVI, e prima il cardinale Ratzinger, del resto lo ha sempre detto. Che lo ripeta ora, in un continente che conta il 67% dei sieropositivi del pianeta, può anche essere un messaggio a quei religiosi cattolici che i preservativi, da queste parti, li distribuiscono come «male minore». In generale, il Papa invita la Chiesa alla «purificazione dei cuori». Vale anche per l' economia e la crisi più che mai nefasta in Africa: Benedetto XVI conferma di aver rinviato l' enciclica sociale, ormai pronta, proprio quando «si è scatenata la crisi e abbiamo ripreso il testo» per rispondere in base «agli elementi reali». L' etica, ripete, deve stare «dentro» l' economia e «rinnovarla» dall' interno. Solidarietà, redistribuzione della ricchezza. «Spero che l' enciclica possa essere un elemento di aiuto, una forza per superare la crisi». Gian Guido Vecchi

Pagina 16
(18 marzo 2009) - Corriere della Sera





POLITICA
24 dicembre 2008
Revisionaire#1: il Presepe..


il bue che da del cornuto all'asino...
l'asino che da del somaro al bue...
entrambi, però, l'hanno sempre scaldata bene la mangiatoia...






Ah sì, Buon Natale..




Leggi razziali, Fini: «Una infamia
e la Chiesa non si oppose»

La Santa Sede: sbaglia, Pio XI le condannò

ROMA (16 ottobre) - «L'ideologia fascista non spiega da sola l'infamia delle leggi razziali. C'è da chiedersi perché la società italiana si sia adeguata nel suo insieme alla legislazione antiebraica e perché, salvo talune luminose eccezioni, non siano state registrate manifestazioni particolari di resistenza. Nemmeno, mi duole dirlo, da parte della Chiesa cattolica». Lo afferma il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un passaggio del suo intervento alla conferenza organizzata a Montecitorio nel 70° anniversario delle leggi antiebraiche e razziste.

«Rievochiamo oggi - sostiene Fini - una pagina vergognosa della storia italiana. Quelle leggi hanno rappresentato uno dei momenti più bui nelle vicende de nostro popolo».

La risposta della Chiesa. Le dichiarazioni del presidente della Camera sono «sconcertanti». Lo ha detto all'Ansa padre Giovanni Sale, scrittore della Civiltà Cattolica. Sia contro il razzismo che contro le leggi razziali, ricorda padre Sale, Pio XI prese posizione di «aperta condanna. Quando Fini dice quello che ha detto sbaglia, evidentemente non conosce questo pagina di storia nazionale che vede contrapposti Pio XI e Mussolini, o forse le sue frasi sono frutto di una svista, di cercare un correo a delle responsabilità che il presidente della Camera vuole in parte coprire che fanno parte della sua storia, anche se non di quella recente. Alla fine - conclude padre Sale - Pio XI fu sconfitto su tutta la linea e Mussolini ebbe la meglio, però va detto che il Papa fu l'unico in quel tempo che si oppose con le sue forze e nell'ambito della sua competenza alle leggi razziali».

Lupi (Pdl): la Chiesa le ha sempre contrastate. In disaccordo con Fini anche Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera e deputato del Pdl: «Qualunque storico, anche lontano dalla Chiesa cattolica ed indifferente alla sua dottrina, può illustrare centinaia di documenti che dimostrano l'agire corretto per la tutela dei diritti dell'uomo così come l'impegno mai venuto meno e finalizzato alla difesa della persona umana ed in particolare a quella del popolo ebraico».


Il Messaggero, 16 ottobre 2008.








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POLITICA
23 novembre 2008
Arte Concessuale: Italia, unoooo!!




POLITICA
6 novembre 2008
BerluskOrama: "NULLA IN QUESTO PAESE E' IMPOSSIBILE...."






Berlusconi "promuove" Mara Carfagna portavoce del governo.


Silvio Berlusconi vuole Mara Carfagna per il ruolo di portavoce del Consiglio dei ministri. L'idea è stata spiegata da Gianni Letta, secondo il quale il ministro per le Pari Opportunità sarà presente a tutte le riunione preparatorie del Cdm per studiare i meccanismi legislativi, visto che il premier sta pensando a lei come al ministro che, dopo le riunioni del governo, possa spiegarne i risultati ai giornalisti. Una sorta, appunto, di portavoce dell'esecutivo. Ma la Carfagna, in privato, ha espresso qualche perplessità, consapevole delle responsabilità che un ruolo del genere richiederebbe e del fatto che si andrebbero ad aggiungere a quelle derivanti dal suo dicastero.


Affari Italiani: http://www.affaritaliani.it/forum/carfagnaspekaer291008.html


POLITICA
25 settembre 2008
I Furbetti del Parlamentino, presentano..



Ecco una nuova priorità urgentissima per i Nostri eroi:


SALVARE IL SOLDATO MATTEOLI...







Dopo il lodo Alfano, pronto il lodo Consolo per salvare Altero Matteoli
Il parlamentare, che è anche legale del ministro, ha preparato un apposito ddl

Giustizia, nuovo blitz del Pdl
in arrivo l'immunità per i ministri

Il responsabile delle Infrastrutture è sotto processo per favoreggiamento a Livorno
di LIANA MILELLA

ROMA - Un lodo Alfano per il premier Silvio Berlusconi. Per bloccare i suoi processi Mills e Medusa. Quello è già fatto. È alle spalle. Adesso serve un lodo Consolo per il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, di cui Consolo è pure avvocato. Aennino il ministro, aennino il proponente. Tutto in famiglia. Com'è stato per il lodo Alfano. Uno scudo protettivo per fermare i processi alle alte cariche dello Stato fresco di pochi mesi. Un disegno di legge, pensato e scritto dal deputato Giuseppe Consolo, affidato alle cure del capogruppo di Forza Italia Enrico Costa, nelle prossime "priorità" della commissione Giustizia della Camera.

Una nuova porta aperta verso il definitivo ripristino dell'immunità parlamentare in stile 1948 per tutelare e mettere al riparo chi è già nei guai con la giustizia. In comune con il lodo Alfano la solita norma transitoria, quella che disciplina l'utilizzo di una legge, e che, anche in questo caso come per tutte le leggi ad personam, stabilisce che il lodo Consolo "si applica anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge".

Giustizia di casa nostra per tutto il governo Berlusconi. Stavolta per i suoi ministri. Per Matteoli in particolare, visto che a Livorno c'è un suo processo per favoreggiamento. Ma vediamo prima la proposta e poi la persona e il processo a cui si applica. Che si va a inventare Consolo per il suo cliente? Una leggina, due articoli in tutto, che rivoluziona le regole costituzionali per i reati ministeriali, quelli commessi da soggetti che sono, o sono stati, ministri. Un giochetto facile facile.


Rendere obbligatoria la richiesta di autorizzazione anche per i reati che, a parere del tribunale dei ministri, non meritano una copertura ministeriale e quindi, stando alle norme attuali, devono essere valutati e investigati dalla procura. Se, a parere dei pm e dei giudici, il delitto è stato commesso, il soggetto va a processo come un normale cittadino.
Eh no, questo a Consolo non sta affatto bene.

Anche perché c'è giusto il suo compagno di partito e legalmente assistito, il ministro Matteoli, ex capogruppo di An al Senato nella scorsa legislatura, e prima ancora ministro dell'Ambiente, che nel 2005 viene messo sotto inchiesta dalla procura di Livorno per aver informato l'allora prefetto della città Vincenzo Gallitto che c'erano delle indagini sul suo conto per l'inchiesta sul "mostro di Procchio", un complesso edilizio in costruzione a Marciana, nell'isola d'Elba.

Il tribunale dei ministri del capoluogo toscano decise che quel reato non aveva niente a che fare con la funzione di ministro ricoperta da Matteoli e rispedì le carte alla procura. Matteoli non si dette per vinto. Divenuto nel frattempo senatore convinse la Camera a sollevare un conflitto di attribuzione contro Livorno per la "ministerialità" del reato. La Consulta lo considera ammissibile e dovrà pronunciarsi. Nel frattempo il processo è congelato. Adesso Consolo lo vuole ibernare definitivamente.

Nel giorno in cui il Guardasigilli Angelino Alfano, alla Camera, strizza l'occhio all'opposizione, in particolare ad Antonio Di Pietro, e dice che si può "aprire un confronto su norme che vietino la candidabilità di persone che siano state condannate con sentenza passata in giudicato" e mentre il Senato, all'opposto, blocca la richiesta di arresti per il pidiellino Nicola Di Girolamo, ecco che si materializza il lodo Consolo, presentato per tempo l'8 maggio 2008, ma rimasto tra le proposte da valutare in commissione. All'improvviso esplode l'urgenza.

Con una legge che mette sullo stesso piano chi è ministro e ha commesso un reato nell'ambito delle sue funzioni, e quindi, in base all'articolo 96 della Costituzione, gode di una parziale tutela in quanto spetta alla Camera o al Senato dare il via libera all'indagine, con chi invece è pur sempre ministro, ma ha commesso un delitto nelle vesti di normale cittadino. Consolo pretende che il tribunale dei ministri trasmetta il fascicolo "con relazione motivata al procuratore della Repubblica per l'immediata rimessione al presidente della Camera competente".

Una surrettizia autorizzazione che verrebbe garantita a un comune cittadino giudicabile per un reato commesso in coincidenza con la funzione di ministro, ma al di fuori del suo lavoro di membro del governo. Un'indebita protezione ad personam, una sorta di invito a delinquere, perché tanto le Camere, come la storia cinquantennale dell'autorizzazione a procedere dimostra ampiamente, sono sempre pronte a negare ai giudici la possibilità di indagare.

(La Repubblica 25 settembre 2008) 





POLITICA
9 settembre 2008
L'Ambasciator penoso...

Le maschere di Romano

 

Un uomo uncinato, Sergio e pensoso, solo, ritto sulla propria mestizia,

solo, abbandonato in volto financo da sè medesimo.

Adagiato, quindi, su una schiena obliquamente torta, trasversalmente disponibile.

Con quei suoi occhi glabri e quella sua lingua sottile, rettile, avara di natura, munifica per opportunità.

Sergio, dalle gote erudite, preparate, ragguagliate, perse in una perenne smorfia di sdegno, di schifo vincolato, di fastidio costretto, di repulsione non omissibile. Una superiorità di statura -  che non diresti mai! - fragile raffinatezza statuaria,  altissima con i modesti, prona con gli influenti, curva d'irretitudine senile. Sergio garbato, Sergio vestito solo di quell'espressione scorbutica, redarguitoria, arcigna, consona (propria) tanto al severo precettore del tempo che fu, quanto al lazzo lezioso di chi sta defecando. Riverito d'incanto, ambasciatore italiota, diplomatico di vocazione autoconservativa, infeltrito opinionista. Pompiere della logica avversa, creativo della logica consensuale, pindarico della logica conservatrice.

Romano, d'ispirazione, fiancheggiatore accorto.

Intellettuale di servizio, scrittore recidivo, studioso in concorso esterno.

Una prima linea di difesa, una difesa su tutta la linea.

Ad oltranza.

Col cuore oltre la logica.

Colla penna oltre il dignitevole.

Col fine oltre l'ostacolo.

Romano, un allocatore di memoria collettiva dell'assenso, Romano, in complice contumacia del proprio intelletto.

Un'editorialista quotidiano del consenso, su una quotidiana portaerei al largo dei poteri forti.

Un uomo libero d'asservirsi, un professore condannato all'estemporaneità storica a palliativo degli anacronistici lezzi politici, un'illustre cameriere succedaneo al revisionismo.

Acuto osservatore, Romano, interviene quindi inspiegabilmente nei fatti col cipiglio del voyeur.

Da un tavolino riservato, da un binocolo di favore, da un'altura privilegiata.

Da un'elegante balconcino, suole l'incontinente demagogo annaffiar le genti a pioggia di tutta quell'informatija che annegherebbe alfin un pesce.

Alla bisogna ostile, ma ricovero sempre ospitale per chi si fa accondiscendente.

 

E come il sereno irrompe per un'istante tra cime tempestose, un guitto sorriso si tratteggia nel roboante broncio: e beato colui che l'avrà..






Ecco l'Opera:

Risponde Sergio Romano *** Lettere al Corriere

QUALCHE BUONA RAGIONE PER SALVARE ALITALIA

Lettera 1:

Mi faccia capire: mi presento da un imprenditore la cui società naviga in acque agitate. Anzi, è in rosso assoluto e piena di debiti da anni. Trovo uno o due amici, ci mettiamo d' accordo e per una cifra irrisoria ci compriamo la società. Non prima, però, di aver avuto assicurazioni assolute che: compreremo solo la parte attiva della società, mentre la parte passiva e gli oneri passivi resteranno a carico del venditore; gli esuberi non verranno licenziati, ma verranno «ricollocati» dal venditore; potremo rivendere tutto entro 4-5 anni (se non è speculazione, questa) con l' assicurazione di un ricavo tra il 14 e il 25%; potremo rivendere tutto a una società precedentemente interessata all' acquisto, ma disdegnosamente rifiutata dallo stesso imprenditore, nonostante gli offrisse un ricavo e si accollasse i debiti; infine, i problemi legali con i fornitori se li accolla il venditore. Credo che se questo è il libero mercato finanziario ci sarebbe probabilmente la ressa per entrarvi. A me pare, leggendo anche le considerazioni del professor Giavazzi, che questa sia la situazione Alitalia. Con l' aggravante che il venditore è lo Stato, cioè noi, e che il venditore possiede altre società che fanno capo a una «finanziaria» che è in rosso. a.megighian@virgilio.it

Lettera 2:


Da quanto si mormora negli ambienti bancari sembra che Intesa San Paolo vanti grossi crediti nei confronti di Air One il cui recupero appare incerto. La soluzione proposta dalla Banca in parola per Alitalia-Air One, se adottata, la mette al riparo da ogni rischio. Sono maldicenze o c' è, tanto per cambiare, anche qui un conflitto d' interessi? Gianlupo Osti glosti@tiscali.it

La risposta del Nostro:

Cari Meghighian e Osti, A bbiamo ricevuto altre lettere come le vostre. Molti lettori avanzano sospetti sulle intenzioni e le motivazioni degli acquirenti. Parecchi denunciano la possibile esistenza di altri conflitti d' interesse (oltre a quello evocato da Osti) fra cui la presenza nel gruppo degli acquirenti di società concessionarie dello Stato come Autostrade e Aeroporti di Roma. Altri ancora si chiedono quali saranno le reazioni della Commissione di Bruxelles di fronte a un' operazione in cui i concorrenti vedono un «aiuto di Stato». Quasi tutti sembrano convinti che le trattative avviate con Air France verso la fine del governo Prodi offrissero migliori prospettive. E parecchi sostengono che sarebbe stato meglio affidarsi alle regole del mercato e lasciare che Alitalia portasse i libri in tribunale. Dopo tutto - si osserva - il passeggero è interessato a viaggiare bene e a pagare il meno possibile. Il colore della bandiera dipinta sul fianco dell' aereo ha per lui un' importanza relativa. Questi timori e queste osservazioni sono legittimi. Anch' io, benché privo di particolari competenze finanziarie e aziendali, ho gli stessi dubbi. Ma vi sono due aspetti della vicenda Alitalia su cui vorrei attirare la vostra attenzione. In primo luogo non è vero che quello dell' aria possa considerarsi oggi un «mercato» nel senso liberale della parola. Esistono ancora «campioni nazionali», legati sia pure indirettamente al loro Paese. Lo statuto di Lufthansa, per esempio, prevede che la maggioranza delle azioni della società sia in mani tedesche. Se avessimo venduto a Air France o a Lufthansa un anno fa, non avremmo venduto al «mercato», ma a una società nazionale che avrebbe avuto strategie nazionali e trattato Alitalia come un satellite. In secondo luogo temo che la vendita, in quelle condizioni, avrebbe avuto conseguenze morali e psicologiche disastrose. Dopo avere fatto il tifo polemicamente per Prodi o Berlusconi, Padoa-Schioppa o Tremonti, ci saremmo trovati tutti d' accordo nel constatare che il nostro Paese era stato incapace di gestire le risorse nazionali che garantiscono generalmente il successo di una linea aerea. Abbiamo un patrimonio culturale senza eguali, condizioni climatiche generalmente favorevoli, una straordinarietà varietà di località turistiche, 7.450 km di coste, un gran numero di isole e una invidiabile posizione geografica. Siamo, come fu detto in un altro contesto, una portaerei naturale, al crocevia fra tre continenti. E lo sviluppo economico dell' Italia Centro-settentrionale ne fa uno dei maggiori bacini del traffico aereo mondiale. Ma nonostante questi vantaggi non siamo riusciti a impedire il clamoroso fallimento della nostra compagnia aerea. È questo ciò che gli italiani avrebbero detto malinconicamente a se stessi dopo la vendita di Alitalia a Air France. Ecco perché non posso impedirmi di provare una certa simpatia per coloro che cercano di salvarla e rimetterla in corsa. Può darsi che nell' ultimo atto di questa vicenda la nostra linea aerea debba tornare al tavolo delle trattative con un grande partner internazionale. Ma è possibile che le società interessate a trattare siano in quel momento più numerose: un fattore che renderebbe Alitalia più forte e il rapporto fra le parti, dopo l' accordo, meno squilibrato.

Romano Sergio


2 settembre 2008 - Corriere della Sera - Pagina 35




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DIARI
9 settembre 2008
One flew east, one flew west, one flew over the cuckoo's nest
 

Così oggi inauguriamo una nuova rubrica: Wunderkammer.

Una necessità fisiologica: non so più dove catalogare, esibire, custodire gelosamente preziosismi, reperti contemporanei - estratti del nostro tempo - destinati a restare nella storia istantanea del nostro Paese per almeno un paio di minuti (poi, come al solito, l'italiota lo rimuoverà destamente dal suo cluster di memoria ed al suo posto scolpirà, naturalmente, il ricordo opportunamente riveduto e corretto dai colossi del pensiero unico).
Non a caso l'inflazionatissimo (..quasi pop, se non fosse ormai kitsch.. ) aforisma di Warhol "ognuno ha diritto al suo quarto d'ora di celebrità", andrebbe riveduto e corretto in "ognuno ha diritto al suo quarto d'ora di memoria". Sarebbe già un traguardo ragionevole:una boccata d'ossigeno alla dignità della Storia.
Infatti il manganello preventivo del terzo millennio è docile docile, mansueto mansueto: l'annullamento del senso critico.
Che come un Re Mida tutto ciò che tocca trasforma da materia celebrale in amebe italittiche.
L'Arte della transumanza neuronale: neuroni, cioè, che dalla loro sede sono indotti a pascolare altrove, su vette irraggiungibili di lobotomia normalizzata.
Là dove osano i cuculi.
Là dove quindi governano i cuculi.
Lì dove si continuano ad infettare i nidi.
Impunemente.
Una piccola bottega degli orrori, insomma.
Se non fosse che con gli orrori abbiamo imparato a conviverci.
Tanto da non riuscir più a discernere il bello dal brutto.
Il buono dal cattivo.
L’opportuno dall’opportunismo.
Il vero dal falso.
Il cuculo dalla ragione.

Ed ora, qualcosa di completamente diverso..

SCIENZA
4 settembre 2008
L'Osservatore Romano: " La morte cerebrale non basta..."



...sono perfettamente d'accordo...
...Altrimenti si dovranno abbattere milioni di elettori e spettatori televisivi...





Il 40° anniversario del Rapporto di Harvard che modificò la definizione di morte

Il Vaticano: «La morte cerebrale
non è la fine della vita». È polemica

«Valutare le ricerche scientifiche e le basi morali prima dei trapianti». Insorge la comunità scientifica

CITTÀ DEL VATICANO - Secondo L'Osservatore Romano, la dichiarazione di «morte cerebrale» non è più sufficiente per sancire la fine della vita, che va quindi rimodulata anche in base alle nuove ricerche scientifiche. L'organo di stampa del Vaticano lo scrive martedì in un editoriale firmato da Lucetta Scaraffia, membro del Comitato nazionale di bioetica e vice presidente dell'Associazione Scienza e vita, dedicato al 40° anniversario del Rapporto di Harvard, che modificò la definizione di morte, da allora non più basata sull'arresto cardiocircolatorio, ma sull'encefalogramma piatto.

CONTRADDIZIONE - La Chiesa accettò quella definizione e si disse favorevole al prelievo degli organi da pazienti considerati cerebralmente morti, ricorda l'editoriale. Ma poi la scienza ha dimostrato che «la morte cerebrale non è la morte dell'essere umano», perciò il concetto di «morte cerebrale entra in contraddizione con il concetto di persona secondo la dottrina cattolica, e quindi con le direttive della Chiesa nei confronti dei casi di coma persistenti. La giustificazione scientifica di questa scelta risiede in una peculiare definizione del sistema nervoso, oggi rimessa in discussione da nuove ricerche, che mettono in dubbio proprio il fatto che la morte del cervello provochi la disintegrazione del corpo», spiega Lucetta Scaraffia, che prosegue affermando che forse aveva ragione chi sospettava che la nuova definizione di morte, «più che da un reale avanzamento scientifico, fosse stata motivata dall'interesse, cioè dalla necessità di organi da trapiantare».

TRAPIANTI - Molti neurologi, giuristi e filosofi sono oggi concordi «nel dichiarare che la morte cerebrale non è la morte dell'essere umano», prosegue l'autrice dell'articolo. «Queste considerazioni aprono ovviamente nuovi problemi per la Chiesa cattolica, la cui accettazione del prelievo degli organi da pazienti cerebralmente morti, nel quadro di una difesa integrale e assoluta della vita umana, si regge soltanto sulla presunta certezza scientifica che essi siano effettivamente cadaveri». Inoltre «l'idea che la persona umana cessi di esistere quando il cervello non funziona più, mentre il suo organismo, grazie alla respirazione artificiale, è mantenuto in vita, comporta un'identificazione della persona con le sole attività cerebrali, e questo entra in contraddizione con il concetto di persona secondo la dottrina cattolica, e quindi con le direttive della Chiesa nei confronti dei casi di coma persistente».

REAZIONI - Secondo Vincenzo Carpino, presidente dell'Associazione anestesisti-rianimatori ospedalieri italiani, la morte cerebrale «resta al momento l'unico criterio valido, in mancanza di nuove evidenze scientifiche, per definire la morte di un individuo». La legge italiana, dice Carpino, che stabilisce i criteri per l'accertamento della morte cerebrale «è una delle migliori al mondo», prevedendo una serie di accertamenti precisi. Alessandro Nanni Costa, presidente del Centro nazionale trapianti, afferma che i criteri di Harvard «non sono mai stati messi in discussione in 40 anni dalla comunità scientifica, e vengono applicati in tutti i Paesi scientificamente avanzati. I dubbi ci sono sempre stati, ma da parte di frange minoritarie che fanno critiche non scientifiche». La morte cerebrale, tiene a precisare Nanni Costa, è ben altra cosa dallo stato vegetativo. Invece per Giancarlo Umani Ronchi, ordinario di medicina legale alla Sapienza di Roma e membro del Comitato nzionale di bioetica, i criteri di accertamento della morte cerebrale risalenti a 40 anni fa «lasciano molto perplessi. Dalla morte cerebrale non ci si riprende, ma sui criteri di accertamento si discute da anni». Duro commento di Maurizio Mori, presidente della Consulta di bioetica: «Sulle questioni di fine vita, la Chiesa non è più in grado di dare risposte ai nuovi problemi e diffonde inutile panico. Non sapendo più come gestire le nuove tecniche e trovandosi in serissime difficoltà sul caso Englaro, preferisce gettare discredito su tutte le nuove tecnologie, venendo anche a rimettere in discussione i trapianti d'organo. L'obiettivo è chiaro: bloccare il caso Englaro e fissare barriere alla legge sul testamento biologico che sarà tanto restrittiva da essere inutilizzabile». Risponde padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano: «Il testo dell'Osservatore Romano è un interessante e autorevole articolo firmato dalla signora Lucetta Scaraffia, ma non può essere considerato una posizione del magistero della Chiesa». Per Ignazio Marino, senatore del Pd e chirurgo dei trapianti, la posizione dell'Osservatore Romano è «molto perciolosa e può mettere a serio rischio il futuro dei trapianti». Marino ricorda che Giovanni Paolo II, partecipando nel 2000 al congresso della Transplantation Society a Roma, «ha dato un riconoscimento etico e morale alla tecnica del trapianto di organi e ai criteri scientifici, come quello della morte cerebrale».

Corriere della Sera, 02 Settembre 2008


POLITICA
1 settembre 2008
Berlusconi, dialogo con La Russia..



"..quoque tu, figlio di Putin..."


Oggi vertice a Bruxelles.
In linea con i precetti italioti, "toni forti ma nessuna sanzione" alLa Russia.






 

Summit straordinario dei 27 paesi sulla crisi in Ossezia
Toni forti, ma probabilmente nessuna sanzione alla Russia

Georgia, oggi vertice a Bruxelles
Berlusconi: "Dialogo, no scontro"


Il premier: "Abbiamo davanti una potenza nucleare, importante fornitrice
di gas e petrolio"

[...] Al centro della delicata situazione diplomatica, anche l'importanza delle materie prime: "La Russia - ha aggiunto Berlusconi - non solo e' una grande potenza nucleare e atomica, ma è anche una importantissimo fornitore di petrolio e di gas. Non si deve interrompere il dialogo per il partenariato con la Russia, anche per ragioni di realpolitik. Si tratta ancora di una potenza militare, ha una potenzialità atomica capace di distruggere dieci volte la popolazione mondiale, la sua economia cresce a un ritmo del 7-8% l'anno, ha il petrolio e il gas, e non è positivo che lo possa dare alla Cina invece che all'Europa".

(La Repubblica, 1 settembre 2008)


POLITICA
28 agosto 2008
...IO, Voglio una vita tranquilla-la-la...



Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato che sono spericolato
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd’è sconfinata
Io dovrei… non dovrei
.


(Testo di Tricherico-Fini)



C'è un tricheco al largo di Giannutri.
Niente paura è il solito Presidente della Camera.
Al bagno.
Non potrebbe.
Ma si vede che aveva urgenza.
Eh si sà.. a volte si fa tutto con un decretino..
Ma stavolta non ha potuto delegare..
Quando scappa, scappa.
Ssssst!
Mi raccomando, non disturbatelo!
E' protetto dalla casta...
Tricherico Fini, l'indomito, vi aspetta alla prossima cazzata.
Ma di destra, però!


Giangi, fai ciao-ciao con la zampina!




- Eja Eja Alalà!









Fini fa immersioni in una zona protetta
nel parco nazionale di Giannutri

La denuncia di Legambiente: «I parchi naturali non sono piscine riservate alle alte cariche dello Stato»

FIRENZE - Gianfranco Fini è finito nel mirino di Legambiente. A tradirlo la sua passione per maschera e bombole. Il presidente della Camera, nel pomeriggio di martedì, si è immerso in un'area a protezione integrale del parco nazionale dell'Arcipelago Toscano, un tratto di litorale dove è vietata qualsiasi attività. L'associazione ambientalista ha immortalato Fini, accompagnato da una imbarcazione dei vigili del fuoco, mentre si prepara all'immersione davanti alla Costa dei Grottoni, a Giannutri, definita dal decreto istitutivo dell'area protetta «zona 1», interdetta a qualsiasi attività che non sia di carattere scientifico.

«COLPEVOLE LEGGEREZZA» - «Non abbiamo alcuna difficoltà a commentare una colpevole leggerezza non conoscendo esattamente i confini dell'area protetta», ha precisato in una nota Fabrizio Alfano, portavoce di Fini. «Pensavamo che l'immersione si svolgesse nell'area 2, dove immergersi è consentito», ha concluso il portavoce, secondo il quale una multa è giusta e sarà pagata. Una sanzione che - fa sapere Legambiente - potrebbe aggirarsi intorno ai 2mila euro.

MUTA E BOMBOLE - L'associazione ha immediatamente scritto una lettera alla direzione del parco dell'Arcipelago Toscano per sapere «se l'imbarcazione e i subacquei presenti in quel tratto iperprotetto di mare avessero il necessario nulla-osta del Parco, per quali attività di tipo scientifico e in base a quale progetto di ricerca approvato in precedenza dall'Ente Parco». In caso contrario l'associazione chiede «quali eventuali iniziative siano state prese dal Parco per sanzionare l'imbarcazione e i sub nel caso non fossero autorizzati al transito, allo stazionamento e all'immersione in zona 1 a Giannutri». Sottolinea Umberto Mazzantini, della sezione di Legambiente dell'Arcipelago Toscano: «Sono mesi che c'è una forte polemica sui parchi, definiti un poltronificio, ora abbiamo scoperto che sono anche una piscina per le alte cariche dello Stato».

IL PRESIDENTE DEL PARCO, «NESSUNA AUTORIZZAZIONE» - Cade dalle nuvole Mario Tozzi, presidente del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, dopo la denuncia di Legambiente: «Non ne ero a conoscenza, nessuno mi ha chiesto il permesso, né tanto meno avrei potuto concederlo, perché in quel tratto di mare nessuno può fare il bagno, per non parlare delle immersioni subacquee». «Quel tratto - spiega Tozzi - è la zona 1, a protezione integrale, davanti alla costa dei Grottoni. Nessuno può andarci se non dietro richiesta e solo per motivi scientifici. Se qualche autorità me lo chiede, lo accompagno volentieri in giro per il parco, ma non certo in mezzo alla zona 1...». Inoltre, fa notare il presidente del Parco, «dalle foto di Legambiente si nota che Fini e gli altri passano da uno yacht alla barca dei Vigili del Fuoco, e tutto nella zona vietata. Ora che dovrei fare? Ci sono gli estremi per comminare una pesante multa, l'infrazione è grave».
«Conveniamo con il presidente dell'Ente Parco sul fatto che è inevitabile una sanzione amministrativa e sul dovere di pagarla», ha ammesso il portavoce del presidente della Camera.
«Mi sembra di cattivo esempio - ha osservato Tozzi - per la terza carica dello Stato violare un divieto servendosi di un mezzo dei vigili del fuoco».

IL PARCO - L'isola di Giannutri è una delle 7 isole che compongono il Parco nazionale dell'Arcipelago toscano, insieme a Gorgona, Capraia, Elba, Pianosa, Montecristo, Giglio. L'area del Parco, istituito nel 1996, comprende circa 18.000 ettari a terra, con interessanti siti geologici e naturalistici, e 60.000 ettari di mare, popolato da numerose specie ormai rare altrove. È compreso nel perimetro del Santuario Internazionale per la tutela dei mammiferi marini «Pelagos». Giannutri è la più meridionale delle isole del Parco, 150 km circa (80 miglia) la separano dall'isola di Gorgona che è più settentrionale. I fondali sono caratterizzati da praterie di poseidonia, gorgonie, rose di mare, cavallucci marini, stelle marine, coralli, ricciole, dentici, saraghi, spugne, oltre a relitti di navi affondate. L'incontro con un delfino, una balena o una tartaruga sono rari ma possibili, in particolare durante le traversate tra l'isola e la terraferma. A terra il 100% del territorio rientra nella zona 2, di semplice protezione. Il mare si suddivide fra zona 1 e zona 2, dalle quali sono esclusi due corridoi di accesso per le imbarcazioni. Nella zona 1 sono vietati l'accesso, la navigazione, la sosta, l'ancoraggio, la pesca e l'immersione. Nella zona 2 la pesca è regolamentata dall'Ente Parco. È consentito l'attracco di barche a motore e la permanenza in rada per la notte nelle aree di Cala Maestra e di Cala Spalmatoio. È possibile raggiungere l'isola in nave, partendo da Porto Santo Stefano.

Il Corriere della Sera, 27 Agosto 2008
POLITICA
7 agosto 2008
La Teta y la Luna



La verità svelata è che:

- la giustizia avrà meno fondi e sarà - ancora - più lenta
- con i militari in giro, lo stato di polizia è alle porte
- l'inflazione e il debito continuano a crescere
- l'evasione fiscale è in forte ripresa
- la benzina è alle stelle (camionisti, dove siete ora?)
- la pasta e il pane sono in drammatico aumento (pensionati... state ancora ingurgitando  la pasta elettorale?)
- la Casta è sempre più puttana ed impunita
- la propaganda si propaga a macchia d'olio...

Che si fa?

Ci mettiamo un bel push-up?

In fin dei conti anche l'italiano medio sta cambiando:
una volta girava con il paraocchi, ora con il reggiseno.
Beh certo, ora si ragiona con l'uccello, vuoi mettere?
Si sta nettamente meglio, è anche più comodo.
Lo faceva anche San Francesco.
O Del Piero, adesso non ricordo...
Vuoi mettere comunicare con i piccioni, con i barbagianni con le cocorite anzichè dover sostenere certe facce che normalmente s'appollaiano al trespolo televisivo?

Il problema è che poi magari qualcuno ci piglia gusto. Ed incomincia a starnazzare di economia, di giurisprudenza, di sicurezza, di ambiente, di etica, di giustizia. Tanto che ormai non riconosci più l'uomo dalla gallina, il pennuto dall'umano, il pene dal proprio padrone ed il servo dalle proprie pene. Ora non sai più se sta parlando l'organismo del buffone o il suo orgasmo. Chi ha sostituito chi. Chi è padrone di chi.
E va a finire che magari ci si dimentica che, a volte, le mammelle - all'occorrenza - servono per allattare. Per far crescere, nutrire. Allevare. Assaporare il futuro.
Futuro.
Ma quest'ultima non è di certo la prima immagine che balza in mente al Nostro e ai Suoi casti Cortigiani.
L'associazione di idee, anzi è della stessa natura di cui sono abili pensatori: una associazione in cui il membro più fedele, il migliore amico dell'uomo,  è in incontrollabile, instabile, inarrestabile desiderio di eiaculare verbi, aggettivi, ricette, moralismi, suggestioni, emozioni, simpatie, ilarità.
Il membro in questione è in grado persino di pontificare, si fa ventriloquo, dall'alto del Suo basso ventre, a nome del popolo italiano.. quasi che il popolo italiano fosse relegato nella Sua stretta cerniera presidenziale.
Il popolo italiano sta molto più in basso. Sdraiato. A terra. Narcotizzato. Imbolsito. Anestetizzato da propagande feroci e anacronismi ideologici.
 Un popolo non popolo, addomesticato con la maestria di ammaestrare, assuefatto a scaltri teoremi, servo con il diletto di servire.

Un popolo guardone, un popolo che non vuol vedere.
Un popolo addestrato a guardare il membro e mai la luna.










a spiegazione del «ritocco»: turbava i telespettatori

E Palazzo Chigi «velò» il seno
alla «Verità svelata» del Tiepolo

ROMA — Le donne, a Palazzo Chigi, preferiscono vederle vestite. E non importa se quella che esibisce un seno — piccolo, tondo, pallido — se ne sta su una copia del celebre dipinto di Giambattista Tiepolo (1696-1770): «La Verità svelata dal Tempo ». Il dipinto, che Silvio Berlusconi aveva scelto come nuovo sfondo per la sala delle conferenze stampa, viene ritoccato. È successo. La testimonianza fotografica è inequivocabile. Prima si scorge un capezzolo. Poi il capezzolo sparisce. Coperto, si suppone, con due colpetti di pennello. La notizia è battuta dall’agenzia Italia alle 17,22. Un’ora dopo, Vittorio Sgarbi, critico d’arte di antica osservanza berlusconiana, ha la voce che quasi gli trema. «Cos’hanno fatto? Ma davvero?». Un ritocchino, professore. «Pazzi, sono dei pazzi...».

Ci vuole un bel coraggio, in effetti, a mettere le mani su un Tiepolo, sia pure in crosta. «E allora cosa dovrebbero fare con tutte quelle statue di donna sparse in decine di musei italiani dove spesso si ammirano seni da far restare senza fiato pure Pamela Anderson? ». L’arte, evidentemente, spaventa. «Oh... io spero davvero che la decisione di questo assurdo, folle, patetico, comico, inutile ritocchino sia stata presa all’insaputa del Cavaliere. Tanto più che se volevano fargli un piacere, cercando di non far associare agli italiani una tetta alla sua immagine di uomo, come dire? incline al fascino femminile, sono riusciti invece nell’esatto contrario. Ma si sa, almeno, chi è il responsabile di questa cretinata?». Non s’è capito subito, in verità. Poi il sottosegretario alla Presidenza Paolo Bonaiuti ha fatto personalmente qualche telefonatina. «E allora, beh, direi che è andata molto semplicemente: diciamo che è stata un’iniziativa di coloro che, nello staff presidenziale, provvedono alla cura dell’immagine di Berlusconi ».

Bonaiuti, scusi: ma cosa li avrebbe turbati tanto? «Beh... sì, insomma: quel seno, quel capezzoluccio... Se ci fate caso, finisce esattamente dentro le inquadrature che i tg fanno in occasione delle conferenze stampa». E quindi? «E quindi hanno temuto che tale visione potesse urtare la suscettibilità di qualche telespettatore. Tutto qui». C’è da dire che in occasione delle prime inquadrature ormai risalenti alla conferenza stampa del 20 maggio scorso (con il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia perfettamente centrata sotto la femminile Verità ancora scoperta) al centralino di Palazzo Chigi non risultano essere giunte particolari proteste da parte della cittadinanza italiana. Nè preoccupazioni per eventuali turbamenti vennero comunque al Cavaliere e al suo architetto di fiducia, che lo aiutò nella scelta del celebre dipinto: Mario Catalano, forse non casualmente già scenografo del memorabile programma di spogliarello televisivo «Colpo Grosso», condotto da Umberto Smaila su Italia 7 dal 1987 al 1991, con le ragazze, chiamate «mascherine», che — appunto — si facevano volar via il reggiseno cantando «Cin cin/ fruttine prelibate/ cin cin...».

Corriere della Sera, 3 agosto, 2008


POLITICA
27 luglio 2008
Lo Stato d'Emergenza...



...Siete voi!









La Settimana Enignostica presenta:

AGUZZATE LA VISTA.


Il pluralismo dell'informazione.

Queste 5 testate giornalistiche si differenziano per 20 piccolissimi particolari. Quali?





















Rassegna Stampa di sabato 26 luglio 2008

politica interna
21 luglio 2008
...ce l'ha duro (di comprendonio, il figlio..)



Sono momenti deliziosi per la Lega. Non a caso le esternazioni a piedi giunti o, meglio, a dita giunte in corrispondenza del dito medio ad indirizzo dell'inno di Mameli, sembrano melliflui come una colata di cioccolato svizzero. O della sua trasmutazione padana. In medio stat veritas. Ed infatti la verità che emerge a galla stupisce tanto quanto quel senso di sbalordimento che ti assale quando al mare, a galla, compaiono certi fluttuanti sommergibili marroni: ed è una verità dura, secca e coerente con l'opportuno gesto del Ministro Riformatorio.
 Tutto trae spunto dalla bocciatura per la seconda volta all'esame di maturità di Renzo, il figlio prediletto del Senatur. (Per i particolari vi rimando all'articolo del Corriere qui sotto allegato.)
Non potendo infatti accusare i canonici professori comunisti che normalmente minano come schegge impazzite la Cultura padana ed italica in generale (poichè la scuola in questione trattasi di istituto religioso privato) il buon Ministro espone brillantemente con mirabile e sintetico portamento, la tesi del complotto sudista avverso alla sua fazione politica o, più in particolare,  l'ostilità dello Stato italiano - tutto - nei confronti del diligente figliuolo.
E perciò un dito, erto, fiero, appassionato, totale: stappato in aria, finalmente a sturare quel senso di stipsi che da tempo gl'impediva d'eloquire con regolarità e disinvoltura. E giù una logodiarrea sulla scuola pubblica, scoramenti sull'autodeterminazine dei popoli, rimbrottii sulle istituzioni.
Mmmh, un Ministro dello Stato Italiano, da leccarsi le dita... soprattutto il medio.








Bossi jr, tesina su Cattaneo
Ma viene bocciato di nuovo

È il secondo stop che una commissione di maturità impone al figlio prediletto del Senatùr

TRADATE (Varese) — Titolo della tesina: «La valorizzazione romantica dell'appartenenza e delle identità». Autore: Renzo Bossi, figlio di Umberto. Con credenziali così, la promozione alla maturità scientifica dovrebbe essere assicurata e invece al liceo «Bentivoglio» di Tradate non guardano in faccia a nessuno e hanno bocciato il figlio del gran capo della Lega nonostante un lavoro ispirato al federalismo e a Carlo Cattaneo.
È il secondo stop
che una commissione di maturità impone al figlio prediletto del Senatùr che lo accompagna in tutte le manifestazioni di partito e compare su centinaia di foto con la sua cascata di ricci neri e il volto pasoliniano. Dopo la bocciatura l'anno scorso in un liceo di Varese, quest'anno Renzo aveva tentato la sorte a Tradate, in un istituto religioso privato, con la tesina ispirata all'argomento «di famiglia». «Ma la tesina è solo una parte dell'esame — precisa don Gaetano Caracciolo, rettore del «Bentivoglio» — e il ragazzo ha dovuto sostenere anche 3 prove scritte e un esame orale.
Non ha seguito gli studi
da noi, si è presentato da privatista; non so che tipo di preparazione abbia seguito ma purtroppo la somma di tutte le prove non ha raggiunto il punteggio di 60, il minimo per la promozione». Nella stessa scuola è andata meglio a Davide Ancelotti, figlio dell'allenatore del Milan: promosso.

Corriere della Sera, 11 Luglio 2008.


arte
14 luglio 2008
..gli piace.. gli piace..




..ma i Papa Boys lo seguirebbero anche all'inferno?
Se sì, si chiameranno Village People?
Papa Blows?
Papa Toys?
Papa glads, gli assorbiodori?
Papa Boys Town Gang?
Pope Shop Boys?



POLITICA
7 luglio 2008
Emergenza Prost-istituzione


...ma se la gnocca è tanta e i Ministeri pochi, non si potrebbero riaprire i Ministeri Chiusi?
Alla faccia della Legge Merlin.... Tiè!

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permalink | inviato da ilmagodiquoz il 7/7/2008 alle 18:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
POLITICA
3 luglio 2008
Il Codice PerdinciCribbio: ovvero "...prima che il gallo canti.. qualcuno ha fatto l'uovo.."


In attesa dell'uscita di presunte intercettazioni osè, l'allegra combricola si stringe attorno a Sua Emittenza.
Si temporeggia, si tentenna, si minimizza, si parla d'altro: ed è subito Allarme gossip...
Nulla di nuovo, insomma.
Tranne che per noi, comuni mortali, che viziati da peccati capitali, quali la perfidia di conoscenza e l'ingordigia d'informazione, non ci lasciamo sviare dalle astute strategie governative da sudoku istituzionale da bar, e ci chiediamo malevoli: chi davvero sarà l'accolito misterioso?

Aiutini:

..allora...
..si tratta di una persona in seguito diventata ministro..
..è soventemente al telefono con il Premier...
..pare che abbia "approfittato" di tali servigi per, diciamo, "perfezionare" luna già brillante carriera professionale..

Oibò! E' davvero un bell'enigma!

Chi sarà mai, tra costoro affrescati, l'eletto?

Partecipa al grande concorso e Vinci con il Codice Perdìnci!
Invia un commento con la tua risposta, ed al momento dell'estrazione dell'intercettazione, si proclamerà il vincitore!

Al primo classificato andrà un Master Pubitalia di SottosegretarioSaccà di primo livello.

Alla prima classificata un posto sotto la scrivania di ciliegio.

Naturalmente il regolamento del concorso è in emendamento al pacchetto sicurezza.



P.s. ultimo indizio: non è Fede. E' passione!












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