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ilmagodiquoz
Blog di satirinformazione, controindicazione, farneticazione e controfarneticazione: da usare con cautela.
POLITICA
23 novembre 2008
Arte Concessuale: Italia, unoooo!!




POLITICA
6 novembre 2008
BerluskOrama: "NULLA IN QUESTO PAESE E' IMPOSSIBILE...."






Berlusconi "promuove" Mara Carfagna portavoce del governo.


Silvio Berlusconi vuole Mara Carfagna per il ruolo di portavoce del Consiglio dei ministri. L'idea è stata spiegata da Gianni Letta, secondo il quale il ministro per le Pari Opportunità sarà presente a tutte le riunione preparatorie del Cdm per studiare i meccanismi legislativi, visto che il premier sta pensando a lei come al ministro che, dopo le riunioni del governo, possa spiegarne i risultati ai giornalisti. Una sorta, appunto, di portavoce dell'esecutivo. Ma la Carfagna, in privato, ha espresso qualche perplessità, consapevole delle responsabilità che un ruolo del genere richiederebbe e del fatto che si andrebbero ad aggiungere a quelle derivanti dal suo dicastero.


Affari Italiani: http://www.affaritaliani.it/forum/carfagnaspekaer291008.html


POLITICA
25 settembre 2008
I Furbetti del Parlamentino, presentano..



Ecco una nuova priorità urgentissima per i Nostri eroi:


SALVARE IL SOLDATO MATTEOLI...







Dopo il lodo Alfano, pronto il lodo Consolo per salvare Altero Matteoli
Il parlamentare, che è anche legale del ministro, ha preparato un apposito ddl

Giustizia, nuovo blitz del Pdl
in arrivo l'immunità per i ministri

Il responsabile delle Infrastrutture è sotto processo per favoreggiamento a Livorno
di LIANA MILELLA

ROMA - Un lodo Alfano per il premier Silvio Berlusconi. Per bloccare i suoi processi Mills e Medusa. Quello è già fatto. È alle spalle. Adesso serve un lodo Consolo per il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, di cui Consolo è pure avvocato. Aennino il ministro, aennino il proponente. Tutto in famiglia. Com'è stato per il lodo Alfano. Uno scudo protettivo per fermare i processi alle alte cariche dello Stato fresco di pochi mesi. Un disegno di legge, pensato e scritto dal deputato Giuseppe Consolo, affidato alle cure del capogruppo di Forza Italia Enrico Costa, nelle prossime "priorità" della commissione Giustizia della Camera.

Una nuova porta aperta verso il definitivo ripristino dell'immunità parlamentare in stile 1948 per tutelare e mettere al riparo chi è già nei guai con la giustizia. In comune con il lodo Alfano la solita norma transitoria, quella che disciplina l'utilizzo di una legge, e che, anche in questo caso come per tutte le leggi ad personam, stabilisce che il lodo Consolo "si applica anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge".

Giustizia di casa nostra per tutto il governo Berlusconi. Stavolta per i suoi ministri. Per Matteoli in particolare, visto che a Livorno c'è un suo processo per favoreggiamento. Ma vediamo prima la proposta e poi la persona e il processo a cui si applica. Che si va a inventare Consolo per il suo cliente? Una leggina, due articoli in tutto, che rivoluziona le regole costituzionali per i reati ministeriali, quelli commessi da soggetti che sono, o sono stati, ministri. Un giochetto facile facile.


Rendere obbligatoria la richiesta di autorizzazione anche per i reati che, a parere del tribunale dei ministri, non meritano una copertura ministeriale e quindi, stando alle norme attuali, devono essere valutati e investigati dalla procura. Se, a parere dei pm e dei giudici, il delitto è stato commesso, il soggetto va a processo come un normale cittadino.
Eh no, questo a Consolo non sta affatto bene.

Anche perché c'è giusto il suo compagno di partito e legalmente assistito, il ministro Matteoli, ex capogruppo di An al Senato nella scorsa legislatura, e prima ancora ministro dell'Ambiente, che nel 2005 viene messo sotto inchiesta dalla procura di Livorno per aver informato l'allora prefetto della città Vincenzo Gallitto che c'erano delle indagini sul suo conto per l'inchiesta sul "mostro di Procchio", un complesso edilizio in costruzione a Marciana, nell'isola d'Elba.

Il tribunale dei ministri del capoluogo toscano decise che quel reato non aveva niente a che fare con la funzione di ministro ricoperta da Matteoli e rispedì le carte alla procura. Matteoli non si dette per vinto. Divenuto nel frattempo senatore convinse la Camera a sollevare un conflitto di attribuzione contro Livorno per la "ministerialità" del reato. La Consulta lo considera ammissibile e dovrà pronunciarsi. Nel frattempo il processo è congelato. Adesso Consolo lo vuole ibernare definitivamente.

Nel giorno in cui il Guardasigilli Angelino Alfano, alla Camera, strizza l'occhio all'opposizione, in particolare ad Antonio Di Pietro, e dice che si può "aprire un confronto su norme che vietino la candidabilità di persone che siano state condannate con sentenza passata in giudicato" e mentre il Senato, all'opposto, blocca la richiesta di arresti per il pidiellino Nicola Di Girolamo, ecco che si materializza il lodo Consolo, presentato per tempo l'8 maggio 2008, ma rimasto tra le proposte da valutare in commissione. All'improvviso esplode l'urgenza.

Con una legge che mette sullo stesso piano chi è ministro e ha commesso un reato nell'ambito delle sue funzioni, e quindi, in base all'articolo 96 della Costituzione, gode di una parziale tutela in quanto spetta alla Camera o al Senato dare il via libera all'indagine, con chi invece è pur sempre ministro, ma ha commesso un delitto nelle vesti di normale cittadino. Consolo pretende che il tribunale dei ministri trasmetta il fascicolo "con relazione motivata al procuratore della Repubblica per l'immediata rimessione al presidente della Camera competente".

Una surrettizia autorizzazione che verrebbe garantita a un comune cittadino giudicabile per un reato commesso in coincidenza con la funzione di ministro, ma al di fuori del suo lavoro di membro del governo. Un'indebita protezione ad personam, una sorta di invito a delinquere, perché tanto le Camere, come la storia cinquantennale dell'autorizzazione a procedere dimostra ampiamente, sono sempre pronte a negare ai giudici la possibilità di indagare.

(La Repubblica 25 settembre 2008) 





DIARI
9 settembre 2008
One flew east, one flew west, one flew over the cuckoo's nest
 

Così oggi inauguriamo una nuova rubrica: Wunderkammer.

Una necessità fisiologica: non so più dove catalogare, esibire, custodire gelosamente preziosismi, reperti contemporanei - estratti del nostro tempo - destinati a restare nella storia istantanea del nostro Paese per almeno un paio di minuti (poi, come al solito, l'italiota lo rimuoverà destamente dal suo cluster di memoria ed al suo posto scolpirà, naturalmente, il ricordo opportunamente riveduto e corretto dai colossi del pensiero unico).
Non a caso l'inflazionatissimo (..quasi pop, se non fosse ormai kitsch.. ) aforisma di Warhol "ognuno ha diritto al suo quarto d'ora di celebrità", andrebbe riveduto e corretto in "ognuno ha diritto al suo quarto d'ora di memoria". Sarebbe già un traguardo ragionevole:una boccata d'ossigeno alla dignità della Storia.
Infatti il manganello preventivo del terzo millennio è docile docile, mansueto mansueto: l'annullamento del senso critico.
Che come un Re Mida tutto ciò che tocca trasforma da materia celebrale in amebe italittiche.
L'Arte della transumanza neuronale: neuroni, cioè, che dalla loro sede sono indotti a pascolare altrove, su vette irraggiungibili di lobotomia normalizzata.
Là dove osano i cuculi.
Là dove quindi governano i cuculi.
Lì dove si continuano ad infettare i nidi.
Impunemente.
Una piccola bottega degli orrori, insomma.
Se non fosse che con gli orrori abbiamo imparato a conviverci.
Tanto da non riuscir più a discernere il bello dal brutto.
Il buono dal cattivo.
L’opportuno dall’opportunismo.
Il vero dal falso.
Il cuculo dalla ragione.

Ed ora, qualcosa di completamente diverso..

SCIENZA
4 settembre 2008
L'Osservatore Romano: " La morte cerebrale non basta..."



...sono perfettamente d'accordo...
...Altrimenti si dovranno abbattere milioni di elettori e spettatori televisivi...





Il 40° anniversario del Rapporto di Harvard che modificò la definizione di morte

Il Vaticano: «La morte cerebrale
non è la fine della vita». È polemica

«Valutare le ricerche scientifiche e le basi morali prima dei trapianti». Insorge la comunità scientifica

CITTÀ DEL VATICANO - Secondo L'Osservatore Romano, la dichiarazione di «morte cerebrale» non è più sufficiente per sancire la fine della vita, che va quindi rimodulata anche in base alle nuove ricerche scientifiche. L'organo di stampa del Vaticano lo scrive martedì in un editoriale firmato da Lucetta Scaraffia, membro del Comitato nazionale di bioetica e vice presidente dell'Associazione Scienza e vita, dedicato al 40° anniversario del Rapporto di Harvard, che modificò la definizione di morte, da allora non più basata sull'arresto cardiocircolatorio, ma sull'encefalogramma piatto.

CONTRADDIZIONE - La Chiesa accettò quella definizione e si disse favorevole al prelievo degli organi da pazienti considerati cerebralmente morti, ricorda l'editoriale. Ma poi la scienza ha dimostrato che «la morte cerebrale non è la morte dell'essere umano», perciò il concetto di «morte cerebrale entra in contraddizione con il concetto di persona secondo la dottrina cattolica, e quindi con le direttive della Chiesa nei confronti dei casi di coma persistenti. La giustificazione scientifica di questa scelta risiede in una peculiare definizione del sistema nervoso, oggi rimessa in discussione da nuove ricerche, che mettono in dubbio proprio il fatto che la morte del cervello provochi la disintegrazione del corpo», spiega Lucetta Scaraffia, che prosegue affermando che forse aveva ragione chi sospettava che la nuova definizione di morte, «più che da un reale avanzamento scientifico, fosse stata motivata dall'interesse, cioè dalla necessità di organi da trapiantare».

TRAPIANTI - Molti neurologi, giuristi e filosofi sono oggi concordi «nel dichiarare che la morte cerebrale non è la morte dell'essere umano», prosegue l'autrice dell'articolo. «Queste considerazioni aprono ovviamente nuovi problemi per la Chiesa cattolica, la cui accettazione del prelievo degli organi da pazienti cerebralmente morti, nel quadro di una difesa integrale e assoluta della vita umana, si regge soltanto sulla presunta certezza scientifica che essi siano effettivamente cadaveri». Inoltre «l'idea che la persona umana cessi di esistere quando il cervello non funziona più, mentre il suo organismo, grazie alla respirazione artificiale, è mantenuto in vita, comporta un'identificazione della persona con le sole attività cerebrali, e questo entra in contraddizione con il concetto di persona secondo la dottrina cattolica, e quindi con le direttive della Chiesa nei confronti dei casi di coma persistente».

REAZIONI - Secondo Vincenzo Carpino, presidente dell'Associazione anestesisti-rianimatori ospedalieri italiani, la morte cerebrale «resta al momento l'unico criterio valido, in mancanza di nuove evidenze scientifiche, per definire la morte di un individuo». La legge italiana, dice Carpino, che stabilisce i criteri per l'accertamento della morte cerebrale «è una delle migliori al mondo», prevedendo una serie di accertamenti precisi. Alessandro Nanni Costa, presidente del Centro nazionale trapianti, afferma che i criteri di Harvard «non sono mai stati messi in discussione in 40 anni dalla comunità scientifica, e vengono applicati in tutti i Paesi scientificamente avanzati. I dubbi ci sono sempre stati, ma da parte di frange minoritarie che fanno critiche non scientifiche». La morte cerebrale, tiene a precisare Nanni Costa, è ben altra cosa dallo stato vegetativo. Invece per Giancarlo Umani Ronchi, ordinario di medicina legale alla Sapienza di Roma e membro del Comitato nzionale di bioetica, i criteri di accertamento della morte cerebrale risalenti a 40 anni fa «lasciano molto perplessi. Dalla morte cerebrale non ci si riprende, ma sui criteri di accertamento si discute da anni». Duro commento di Maurizio Mori, presidente della Consulta di bioetica: «Sulle questioni di fine vita, la Chiesa non è più in grado di dare risposte ai nuovi problemi e diffonde inutile panico. Non sapendo più come gestire le nuove tecniche e trovandosi in serissime difficoltà sul caso Englaro, preferisce gettare discredito su tutte le nuove tecnologie, venendo anche a rimettere in discussione i trapianti d'organo. L'obiettivo è chiaro: bloccare il caso Englaro e fissare barriere alla legge sul testamento biologico che sarà tanto restrittiva da essere inutilizzabile». Risponde padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano: «Il testo dell'Osservatore Romano è un interessante e autorevole articolo firmato dalla signora Lucetta Scaraffia, ma non può essere considerato una posizione del magistero della Chiesa». Per Ignazio Marino, senatore del Pd e chirurgo dei trapianti, la posizione dell'Osservatore Romano è «molto perciolosa e può mettere a serio rischio il futuro dei trapianti». Marino ricorda che Giovanni Paolo II, partecipando nel 2000 al congresso della Transplantation Society a Roma, «ha dato un riconoscimento etico e morale alla tecnica del trapianto di organi e ai criteri scientifici, come quello della morte cerebrale».

Corriere della Sera, 02 Settembre 2008


POLITICA
1 settembre 2008
Berlusconi, dialogo con La Russia..



"..quoque tu, figlio di Putin..."


Oggi vertice a Bruxelles.
In linea con i precetti italioti, "toni forti ma nessuna sanzione" alLa Russia.






 

Summit straordinario dei 27 paesi sulla crisi in Ossezia
Toni forti, ma probabilmente nessuna sanzione alla Russia

Georgia, oggi vertice a Bruxelles
Berlusconi: "Dialogo, no scontro"


Il premier: "Abbiamo davanti una potenza nucleare, importante fornitrice
di gas e petrolio"

[...] Al centro della delicata situazione diplomatica, anche l'importanza delle materie prime: "La Russia - ha aggiunto Berlusconi - non solo e' una grande potenza nucleare e atomica, ma è anche una importantissimo fornitore di petrolio e di gas. Non si deve interrompere il dialogo per il partenariato con la Russia, anche per ragioni di realpolitik. Si tratta ancora di una potenza militare, ha una potenzialità atomica capace di distruggere dieci volte la popolazione mondiale, la sua economia cresce a un ritmo del 7-8% l'anno, ha il petrolio e il gas, e non è positivo che lo possa dare alla Cina invece che all'Europa".

(La Repubblica, 1 settembre 2008)


POLITICA
28 agosto 2008
...IO, Voglio una vita tranquilla-la-la...



Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato che sono spericolato
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd’è sconfinata
Io dovrei… non dovrei
.


(Testo di Tricherico-Fini)



C'è un tricheco al largo di Giannutri.
Niente paura è il solito Presidente della Camera.
Al bagno.
Non potrebbe.
Ma si vede che aveva urgenza.
Eh si sà.. a volte si fa tutto con un decretino..
Ma stavolta non ha potuto delegare..
Quando scappa, scappa.
Ssssst!
Mi raccomando, non disturbatelo!
E' protetto dalla casta...
Tricherico Fini, l'indomito, vi aspetta alla prossima cazzata.
Ma di destra, però!


Giangi, fai ciao-ciao con la zampina!




- Eja Eja Alalà!









Fini fa immersioni in una zona protetta
nel parco nazionale di Giannutri

La denuncia di Legambiente: «I parchi naturali non sono piscine riservate alle alte cariche dello Stato»

FIRENZE - Gianfranco Fini è finito nel mirino di Legambiente. A tradirlo la sua passione per maschera e bombole. Il presidente della Camera, nel pomeriggio di martedì, si è immerso in un'area a protezione integrale del parco nazionale dell'Arcipelago Toscano, un tratto di litorale dove è vietata qualsiasi attività. L'associazione ambientalista ha immortalato Fini, accompagnato da una imbarcazione dei vigili del fuoco, mentre si prepara all'immersione davanti alla Costa dei Grottoni, a Giannutri, definita dal decreto istitutivo dell'area protetta «zona 1», interdetta a qualsiasi attività che non sia di carattere scientifico.

«COLPEVOLE LEGGEREZZA» - «Non abbiamo alcuna difficoltà a commentare una colpevole leggerezza non conoscendo esattamente i confini dell'area protetta», ha precisato in una nota Fabrizio Alfano, portavoce di Fini. «Pensavamo che l'immersione si svolgesse nell'area 2, dove immergersi è consentito», ha concluso il portavoce, secondo il quale una multa è giusta e sarà pagata. Una sanzione che - fa sapere Legambiente - potrebbe aggirarsi intorno ai 2mila euro.

MUTA E BOMBOLE - L'associazione ha immediatamente scritto una lettera alla direzione del parco dell'Arcipelago Toscano per sapere «se l'imbarcazione e i subacquei presenti in quel tratto iperprotetto di mare avessero il necessario nulla-osta del Parco, per quali attività di tipo scientifico e in base a quale progetto di ricerca approvato in precedenza dall'Ente Parco». In caso contrario l'associazione chiede «quali eventuali iniziative siano state prese dal Parco per sanzionare l'imbarcazione e i sub nel caso non fossero autorizzati al transito, allo stazionamento e all'immersione in zona 1 a Giannutri». Sottolinea Umberto Mazzantini, della sezione di Legambiente dell'Arcipelago Toscano: «Sono mesi che c'è una forte polemica sui parchi, definiti un poltronificio, ora abbiamo scoperto che sono anche una piscina per le alte cariche dello Stato».

IL PRESIDENTE DEL PARCO, «NESSUNA AUTORIZZAZIONE» - Cade dalle nuvole Mario Tozzi, presidente del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, dopo la denuncia di Legambiente: «Non ne ero a conoscenza, nessuno mi ha chiesto il permesso, né tanto meno avrei potuto concederlo, perché in quel tratto di mare nessuno può fare il bagno, per non parlare delle immersioni subacquee». «Quel tratto - spiega Tozzi - è la zona 1, a protezione integrale, davanti alla costa dei Grottoni. Nessuno può andarci se non dietro richiesta e solo per motivi scientifici. Se qualche autorità me lo chiede, lo accompagno volentieri in giro per il parco, ma non certo in mezzo alla zona 1...». Inoltre, fa notare il presidente del Parco, «dalle foto di Legambiente si nota che Fini e gli altri passano da uno yacht alla barca dei Vigili del Fuoco, e tutto nella zona vietata. Ora che dovrei fare? Ci sono gli estremi per comminare una pesante multa, l'infrazione è grave».
«Conveniamo con il presidente dell'Ente Parco sul fatto che è inevitabile una sanzione amministrativa e sul dovere di pagarla», ha ammesso il portavoce del presidente della Camera.
«Mi sembra di cattivo esempio - ha osservato Tozzi - per la terza carica dello Stato violare un divieto servendosi di un mezzo dei vigili del fuoco».

IL PARCO - L'isola di Giannutri è una delle 7 isole che compongono il Parco nazionale dell'Arcipelago toscano, insieme a Gorgona, Capraia, Elba, Pianosa, Montecristo, Giglio. L'area del Parco, istituito nel 1996, comprende circa 18.000 ettari a terra, con interessanti siti geologici e naturalistici, e 60.000 ettari di mare, popolato da numerose specie ormai rare altrove. È compreso nel perimetro del Santuario Internazionale per la tutela dei mammiferi marini «Pelagos». Giannutri è la più meridionale delle isole del Parco, 150 km circa (80 miglia) la separano dall'isola di Gorgona che è più settentrionale. I fondali sono caratterizzati da praterie di poseidonia, gorgonie, rose di mare, cavallucci marini, stelle marine, coralli, ricciole, dentici, saraghi, spugne, oltre a relitti di navi affondate. L'incontro con un delfino, una balena o una tartaruga sono rari ma possibili, in particolare durante le traversate tra l'isola e la terraferma. A terra il 100% del territorio rientra nella zona 2, di semplice protezione. Il mare si suddivide fra zona 1 e zona 2, dalle quali sono esclusi due corridoi di accesso per le imbarcazioni. Nella zona 1 sono vietati l'accesso, la navigazione, la sosta, l'ancoraggio, la pesca e l'immersione. Nella zona 2 la pesca è regolamentata dall'Ente Parco. È consentito l'attracco di barche a motore e la permanenza in rada per la notte nelle aree di Cala Maestra e di Cala Spalmatoio. È possibile raggiungere l'isola in nave, partendo da Porto Santo Stefano.

Il Corriere della Sera, 27 Agosto 2008
POLITICA
7 agosto 2008
La Teta y la Luna



La verità svelata è che:

- la giustizia avrà meno fondi e sarà - ancora - più lenta
- con i militari in giro, lo stato di polizia è alle porte
- l'inflazione e il debito continuano a crescere
- l'evasione fiscale è in forte ripresa
- la benzina è alle stelle (camionisti, dove siete ora?)
- la pasta e il pane sono in drammatico aumento (pensionati... state ancora ingurgitando  la pasta elettorale?)
- la Casta è sempre più puttana ed impunita
- la propaganda si propaga a macchia d'olio...

Che si fa?

Ci mettiamo un bel push-up?

In fin dei conti anche l'italiano medio sta cambiando:
una volta girava con il paraocchi, ora con il reggiseno.
Beh certo, ora si ragiona con l'uccello, vuoi mettere?
Si sta nettamente meglio, è anche più comodo.
Lo faceva anche San Francesco.
O Del Piero, adesso non ricordo...
Vuoi mettere comunicare con i piccioni, con i barbagianni con le cocorite anzichè dover sostenere certe facce che normalmente s'appollaiano al trespolo televisivo?

Il problema è che poi magari qualcuno ci piglia gusto. Ed incomincia a starnazzare di economia, di giurisprudenza, di sicurezza, di ambiente, di etica, di giustizia. Tanto che ormai non riconosci più l'uomo dalla gallina, il pennuto dall'umano, il pene dal proprio padrone ed il servo dalle proprie pene. Ora non sai più se sta parlando l'organismo del buffone o il suo orgasmo. Chi ha sostituito chi. Chi è padrone di chi.
E va a finire che magari ci si dimentica che, a volte, le mammelle - all'occorrenza - servono per allattare. Per far crescere, nutrire. Allevare. Assaporare il futuro.
Futuro.
Ma quest'ultima non è di certo la prima immagine che balza in mente al Nostro e ai Suoi casti Cortigiani.
L'associazione di idee, anzi è della stessa natura di cui sono abili pensatori: una associazione in cui il membro più fedele, il migliore amico dell'uomo,  è in incontrollabile, instabile, inarrestabile desiderio di eiaculare verbi, aggettivi, ricette, moralismi, suggestioni, emozioni, simpatie, ilarità.
Il membro in questione è in grado persino di pontificare, si fa ventriloquo, dall'alto del Suo basso ventre, a nome del popolo italiano.. quasi che il popolo italiano fosse relegato nella Sua stretta cerniera presidenziale.
Il popolo italiano sta molto più in basso. Sdraiato. A terra. Narcotizzato. Imbolsito. Anestetizzato da propagande feroci e anacronismi ideologici.
 Un popolo non popolo, addomesticato con la maestria di ammaestrare, assuefatto a scaltri teoremi, servo con il diletto di servire.

Un popolo guardone, un popolo che non vuol vedere.
Un popolo addestrato a guardare il membro e mai la luna.










a spiegazione del «ritocco»: turbava i telespettatori

E Palazzo Chigi «velò» il seno
alla «Verità svelata» del Tiepolo

ROMA — Le donne, a Palazzo Chigi, preferiscono vederle vestite. E non importa se quella che esibisce un seno — piccolo, tondo, pallido — se ne sta su una copia del celebre dipinto di Giambattista Tiepolo (1696-1770): «La Verità svelata dal Tempo ». Il dipinto, che Silvio Berlusconi aveva scelto come nuovo sfondo per la sala delle conferenze stampa, viene ritoccato. È successo. La testimonianza fotografica è inequivocabile. Prima si scorge un capezzolo. Poi il capezzolo sparisce. Coperto, si suppone, con due colpetti di pennello. La notizia è battuta dall’agenzia Italia alle 17,22. Un’ora dopo, Vittorio Sgarbi, critico d’arte di antica osservanza berlusconiana, ha la voce che quasi gli trema. «Cos’hanno fatto? Ma davvero?». Un ritocchino, professore. «Pazzi, sono dei pazzi...».

Ci vuole un bel coraggio, in effetti, a mettere le mani su un Tiepolo, sia pure in crosta. «E allora cosa dovrebbero fare con tutte quelle statue di donna sparse in decine di musei italiani dove spesso si ammirano seni da far restare senza fiato pure Pamela Anderson? ». L’arte, evidentemente, spaventa. «Oh... io spero davvero che la decisione di questo assurdo, folle, patetico, comico, inutile ritocchino sia stata presa all’insaputa del Cavaliere. Tanto più che se volevano fargli un piacere, cercando di non far associare agli italiani una tetta alla sua immagine di uomo, come dire? incline al fascino femminile, sono riusciti invece nell’esatto contrario. Ma si sa, almeno, chi è il responsabile di questa cretinata?». Non s’è capito subito, in verità. Poi il sottosegretario alla Presidenza Paolo Bonaiuti ha fatto personalmente qualche telefonatina. «E allora, beh, direi che è andata molto semplicemente: diciamo che è stata un’iniziativa di coloro che, nello staff presidenziale, provvedono alla cura dell’immagine di Berlusconi ».

Bonaiuti, scusi: ma cosa li avrebbe turbati tanto? «Beh... sì, insomma: quel seno, quel capezzoluccio... Se ci fate caso, finisce esattamente dentro le inquadrature che i tg fanno in occasione delle conferenze stampa». E quindi? «E quindi hanno temuto che tale visione potesse urtare la suscettibilità di qualche telespettatore. Tutto qui». C’è da dire che in occasione delle prime inquadrature ormai risalenti alla conferenza stampa del 20 maggio scorso (con il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia perfettamente centrata sotto la femminile Verità ancora scoperta) al centralino di Palazzo Chigi non risultano essere giunte particolari proteste da parte della cittadinanza italiana. Nè preoccupazioni per eventuali turbamenti vennero comunque al Cavaliere e al suo architetto di fiducia, che lo aiutò nella scelta del celebre dipinto: Mario Catalano, forse non casualmente già scenografo del memorabile programma di spogliarello televisivo «Colpo Grosso», condotto da Umberto Smaila su Italia 7 dal 1987 al 1991, con le ragazze, chiamate «mascherine», che — appunto — si facevano volar via il reggiseno cantando «Cin cin/ fruttine prelibate/ cin cin...».

Corriere della Sera, 3 agosto, 2008


POLITICA
27 luglio 2008
Lo Stato d'Emergenza...



...Siete voi!









La Settimana Enignostica presenta:

AGUZZATE LA VISTA.


Il pluralismo dell'informazione.

Queste 5 testate giornalistiche si differenziano per 20 piccolissimi particolari. Quali?





















Rassegna Stampa di sabato 26 luglio 2008

politica interna
21 luglio 2008
...ce l'ha duro (di comprendonio, il figlio..)



Sono momenti deliziosi per la Lega. Non a caso le esternazioni a piedi giunti o, meglio, a dita giunte in corrispondenza del dito medio ad indirizzo dell'inno di Mameli, sembrano melliflui come una colata di cioccolato svizzero. O della sua trasmutazione padana. In medio stat veritas. Ed infatti la verità che emerge a galla stupisce tanto quanto quel senso di sbalordimento che ti assale quando al mare, a galla, compaiono certi fluttuanti sommergibili marroni: ed è una verità dura, secca e coerente con l'opportuno gesto del Ministro Riformatorio.
 Tutto trae spunto dalla bocciatura per la seconda volta all'esame di maturità di Renzo, il figlio prediletto del Senatur. (Per i particolari vi rimando all'articolo del Corriere qui sotto allegato.)
Non potendo infatti accusare i canonici professori comunisti che normalmente minano come schegge impazzite la Cultura padana ed italica in generale (poichè la scuola in questione trattasi di istituto religioso privato) il buon Ministro espone brillantemente con mirabile e sintetico portamento, la tesi del complotto sudista avverso alla sua fazione politica o, più in particolare,  l'ostilità dello Stato italiano - tutto - nei confronti del diligente figliuolo.
E perciò un dito, erto, fiero, appassionato, totale: stappato in aria, finalmente a sturare quel senso di stipsi che da tempo gl'impediva d'eloquire con regolarità e disinvoltura. E giù una logodiarrea sulla scuola pubblica, scoramenti sull'autodeterminazine dei popoli, rimbrottii sulle istituzioni.
Mmmh, un Ministro dello Stato Italiano, da leccarsi le dita... soprattutto il medio.








Bossi jr, tesina su Cattaneo
Ma viene bocciato di nuovo

È il secondo stop che una commissione di maturità impone al figlio prediletto del Senatùr

TRADATE (Varese) — Titolo della tesina: «La valorizzazione romantica dell'appartenenza e delle identità». Autore: Renzo Bossi, figlio di Umberto. Con credenziali così, la promozione alla maturità scientifica dovrebbe essere assicurata e invece al liceo «Bentivoglio» di Tradate non guardano in faccia a nessuno e hanno bocciato il figlio del gran capo della Lega nonostante un lavoro ispirato al federalismo e a Carlo Cattaneo.
È il secondo stop
che una commissione di maturità impone al figlio prediletto del Senatùr che lo accompagna in tutte le manifestazioni di partito e compare su centinaia di foto con la sua cascata di ricci neri e il volto pasoliniano. Dopo la bocciatura l'anno scorso in un liceo di Varese, quest'anno Renzo aveva tentato la sorte a Tradate, in un istituto religioso privato, con la tesina ispirata all'argomento «di famiglia». «Ma la tesina è solo una parte dell'esame — precisa don Gaetano Caracciolo, rettore del «Bentivoglio» — e il ragazzo ha dovuto sostenere anche 3 prove scritte e un esame orale.
Non ha seguito gli studi
da noi, si è presentato da privatista; non so che tipo di preparazione abbia seguito ma purtroppo la somma di tutte le prove non ha raggiunto il punteggio di 60, il minimo per la promozione». Nella stessa scuola è andata meglio a Davide Ancelotti, figlio dell'allenatore del Milan: promosso.

Corriere della Sera, 11 Luglio 2008.


arte
14 luglio 2008
..gli piace.. gli piace..




..ma i Papa Boys lo seguirebbero anche all'inferno?
Se sì, si chiameranno Village People?
Papa Blows?
Papa Toys?
Papa glads, gli assorbiodori?
Papa Boys Town Gang?
Pope Shop Boys?



POLITICA
7 luglio 2008
Emergenza Prost-istituzione


...ma se la gnocca è tanta e i Ministeri pochi, non si potrebbero riaprire i Ministeri Chiusi?
Alla faccia della Legge Merlin.... Tiè!

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POLITICA
3 luglio 2008
Il Codice PerdinciCribbio: ovvero "...prima che il gallo canti.. qualcuno ha fatto l'uovo.."


In attesa dell'uscita di presunte intercettazioni osè, l'allegra combricola si stringe attorno a Sua Emittenza.
Si temporeggia, si tentenna, si minimizza, si parla d'altro: ed è subito Allarme gossip...
Nulla di nuovo, insomma.
Tranne che per noi, comuni mortali, che viziati da peccati capitali, quali la perfidia di conoscenza e l'ingordigia d'informazione, non ci lasciamo sviare dalle astute strategie governative da sudoku istituzionale da bar, e ci chiediamo malevoli: chi davvero sarà l'accolito misterioso?

Aiutini:

..allora...
..si tratta di una persona in seguito diventata ministro..
..è soventemente al telefono con il Premier...
..pare che abbia "approfittato" di tali servigi per, diciamo, "perfezionare" luna già brillante carriera professionale..

Oibò! E' davvero un bell'enigma!

Chi sarà mai, tra costoro affrescati, l'eletto?

Partecipa al grande concorso e Vinci con il Codice Perdìnci!
Invia un commento con la tua risposta, ed al momento dell'estrazione dell'intercettazione, si proclamerà il vincitore!

Al primo classificato andrà un Master Pubitalia di SottosegretarioSaccà di primo livello.

Alla prima classificata un posto sotto la scrivania di ciliegio.

Naturalmente il regolamento del concorso è in emendamento al pacchetto sicurezza.



P.s. ultimo indizio: non è Fede. E' passione!












POLITICA
2 luglio 2008
Evacuazioni...




...l'Italia è quella cosa che ci accade mentre qualcuno è impegnato a farsi i cazzi suoi...





"Il capo dello Stato firma il provvedimento per l'immunità delle alte cariche
L'aula di Montecitorio respinge le pregiudiziali di costituzionalità.
Il Colle autorizza il lodo Alfano
Camera, il dl sicurezza va avanti."
La Repubblica, 2 luglio 2008

diritti
1 luglio 2008
La Suprema Corte del Sillogismo...


La Suprema Corte di Cassazione ha annullato, con rinvio, la condanna per "propaganda di idee discriminatorie" all'attuale sindaco di Verona, il leghista Fabio Tosi.

"All'epoca dei fatti contestatigli - una petizione e manifesti del 2001 contro i campi nomadi abusivi - Tosi era capogruppo della Lega Nord nel consiglio regionale veneto e durante una riunione aveva detto tra l'altro che "gli zingari dovevano essere mandati via perché dove arrivavano c'erano furti". Il pm veronese Guido Papalia l'aveva rinviato a giudizio ed era stato condannato a due mesi di reclusione. Ora il verdetto è stato annullato per nuovo esame, con l'indicazione ai giudici di merito della corte d'Appello veronese di non considerare reato le iniziative politiche che hanno come obiettivo i comportamenti illegali di appartenenti alle minoranze etniche e non le etnie in sé."

[..]

"Tosi, insieme ad altri quattro leghisti (Matteo Bragantini, Lucio Coletto, Enrico Corsi e Maurizio Filippi) era stato rinviato a giudizio per aver promosso una petizione nella quale si chiedeva "lo sgombero immediato di tutti i campi nomadi abusivi e provvisori e che l'amministrazione non realizzi nessun nuovo insediamento nel territorio comunale". La raccolta di firme era stata pubblicizzata da manifesti con su scritto "no ai campi nomadi, firma anche tu per mandare via gli zingari". E poi c'era quella frase.

A questo proposito i difensori dei leghisti - avanzando un'obiezione ritenuta "in larga misura fondata" dai giudici della Cassazione - avevano sottolineato che il pensiero di Tosi non era razzista in quanto "la contrapposizione tra ladro e non ladro non esprime un'idea di superiorità, ma di semplice differenza di comportamento". Ancora per quanto attiene la frase di Tosi, la Suprema Corte aggiunge che "la frase anzidetta non esprimeva alcuna idea di superiorità o almeno non superiorità fondata sulla semplice diversità etnica, ma manifestava solo un'idea di avversione non determinata dalla qualità di zingari delle persone discriminate ma dal fatto che tutti gli zingari erano ladri". E questo, per i supremi giudici, "non è un concetto di superiorità o odio razziale, ma un pregiudizio razziale". Punibile se "contiene affermazioni categoriche non corrispondenti al vero".
La Repubblica 29 giugno 2008








..il che vuol dire che in fase di appello bis basterà trovare ed esibire anche un solo zingaro onesto (o, meglio, che non sia mai stato condannato) per far cadere le tesi di Tosi e quindi per passare dal pregiudizio razziale al razzismo.
Perciò alla conferma della condanna (in quanto
Punibile se "contiene affermazioni categoriche non corrispondenti al vero" - e cioè che TUTTI gli zingari siano ladri).


Alcune motivazioni della sentenza:

"La discriminazione si deve fondare sulla qualità del soggetto (nero, zingaro, ebreo ecc) e non sui comportamenti. La discriminazione per l'altrui diversità è cosa diversa dalla discriminazione per l'altrui criminosità".

"In definitiva - conclude Piazza Cavour condividendo la linea difensiva di Tosi - un soggetto può anche essere legittimamente discriminato per il suo comportamento ma non per la sua qualità di essere diverso".



Benissimo.

Ciò significa che, per proprietà transitoria, che FINALMENTE si possono avvallare petizioni e manifesti affermando che "tutti i politici devono andare a casa perchè dove arrivano ci sono concussioni, e corruzioni". Oppure.. "Più sicurezza nel portafoglio degli italiani: Firma anche tu per mandare via i politici ...".


Tanto trovare anche solo un politico onesto che riesca a scagionare la categoria, è impresa praticamente impossibile....


Non è, quindi, assolutamente mia intenzione discriminare il politico in quanto qualità del soggetto (es. unto, avido, approfittatore, immorale, opportunista, mentitore, affarista, rozzo, etc.) ma di discriminarlo  "con iniziative politiche che hanno come obiettivo i comportamenti illegali di appartenenti alle minoranze etniche (o meglio caste) e non le etnie (o meglio caste) in sé".
 
Ricordandoci sempre che:
"la contrapposizione tra ladro e non ladro non esprime un'idea di superiorità, ma di semplice differenza di comportamento"

Per l'appunto.

POLITICA
17 giugno 2008
Intercettazioni...


Matteotti "Onorevole Presidente, forse ella non m'intende; ma io parlo di elezioni. Esiste una milizia armata... (Interruzioni a destra) la quale ha questo fondamentale e dichiarato scopo: di sostenere un determinato Capo del Governo bene indicato e nominato nel Capo del fascismo e non, a differenza dell'Esercito, il Capo dello Stato. (Interruzioni e rumori a destra)". Voci a destra "E le guardie rosse?". Matteotti "Vi è una milizia armata, composta di cittadini di un solo Partito, la quale ha il compito dichiarato di sostenere un determinato Governo con la forza, anche se ad esso il consenso mancasse.[..]
A parte questo argomento del proposito del Governo di reggersi anche con la forza contro il consenso. e del fatto di una milizia a disposizione di un partito che impedisce all'inizio e fondamentalmente la libera espressione della sovranità popolare ed elettorale e che invalida in blocco l'ultima elezione in Italia, c'è poi una serie di fatti che successivamente ha viziate e annullate tutte le singole manifestazioni elettorali. (Interruzioni, commenti)". Voci a destra "Perché avete paura! Perché scappate!". Matteotti "Forse al Messico si usano fare le elezioni non con le schede, ma col coraggio di fronte alle rivoltelle (Vivi rumori. Interruzioni, approvazioni all'estrema sinistra). E chiedo scusa al Messico, se non è vero! (Rumori prolungati) I fatti cui accenno si possono riassumere secondo i diversi momenti delle elezioni. La legge elettorale chiede... (Interruzioni, rumori)". Greco "È ora di finirla! Voi svalorizzate il Parlamento!". Matteotti "E allora sciogliete il Parlamento". Greco "Voi non rispettate la maggioranza e non avete diritto di essere rispettati".
[..]
Matteotti "Io espongo fatti che non dovrebbero provocare rumori. I fatti o sono veri o li dimostrate falsi. Non c'è offesa, non c'è ingiuria per nessuno in ciò che dico: c'è una descrizione di fatti". Teruzzi "Che non esistono!". Matteotti "Da parte degli onorevoli componenti della Giunta delle elezioni si protesta che alcuni di questi fatti non sono dedotti o documentati presso la Giunta delle elezioni. Ma voi sapete benissimo come una situazione e un regime di violenza non solo determinino i fatti stessi, ma impediscano spesse volte la denuncia e il reclamo formale. Voi sapete che persone, le quali hanno dato il loro nome per attestare sopra un giornale o in un documento che un fatto era avvenuto, sono state immediatamente percosse e messe quindi nella impossibilità di confermare il fatto stesso. Già nelle elezioni del 1921, quando ottenni da questa Camera l'annullamento per violenze di una prima elezione fascista, molti di coloro che attestarono i fatti davanti alla Giunta delle elezioni, furono chiamati alla sede fascista, furono loro mostrate le copie degli atti esistenti presso la Giunta delle elezioni illecitamente comunicate, facendo ad essi un vero e proprio processo privato perché avevano attestato il vero o firmato i documenti! In seguito al processo fascista essi furono boicottati dal lavoro o percossi (Rumori, interruzioni)". Voci a destraMatteotti "La stessa Giunta delle elezioni ricevette allora le prove del fatto.
[..]
Ed è per questo, onorevoli colleghi, che noi spesso siamo costretti a portare in questa Camera l'eco di quelle proteste che altrimenti nel Paese non possono avere alcun'altra voce ed espressione. [...]
Matteotti "Mi limito, dico, alla nuda e cruda esposizione di alcuni fatti. Ma se per tale forma di esposizione domando il compatimento dell'Assemblea... (Rumori) non comprendo come i fatti senza aggettivi e senza ingiurie possano sollevare urla e rumori.
[...]
Matteotti "Io protesto! Se ella crede che non gli altri mi impediscano di parlare, ma che sia io a provocare incidenti, mi seggo e non parlo! (Approvazioni a sinistra - Rumori prolungati)". Presidente "Ha finito? Allora ha facoltà di parlare l'onorevole Rossi...". Matteotti "Ma che maniera è questa! Lei deve tutelare il mio diritto di parlare! lo non ho offeso nessuno! Riferisco soltanto dei fatti. Ho diritto di essere rispettato! (Rumori prolungati, Conversazioni)". Casertano presidente della Giunta delle elezioni "Chiedo di parlare". Presidente "Ha facoltà di parlare l'onorevole presidente della Giunta delle elezioni. C'è una proposta di rinvio degli atti alla Giunta". Matteotti "Onorevole Presidente!...". Presidente "Onorevole Matteotti, se ella vuoi parlare, ha facoltà di continuare, ma prudentemente". Matteotti "Io chiedo di parlare non prudentemente, né imprudentemente, ma parlamentarmente!".
[...]
In che modo si votava? La votazione avvenne in tre maniere: l'Italia è una, ma ha ancora diversi costumi. Nella valle del Po, in Toscana e in altre regioni che furono citate all'ordine del giorno dal presidente del Consiglio per l'atto di fedeltà che diedero al Governo fascista, e nelle quali i contadini erano stati prima organizzati dal partito socialista, o dal partito popolare, gli elettori votavano sotto controllo del partito fascista con la "regola del tre". Ciò fu dichiarato e apertamente insegnato persino da un prefetto, dal prefetto di Bologna: i fascisti consegnavano agli elettori un bollettino contenente tre numeri o tre nomi, secondo i luoghi (Interruzioni), variamente alternati in maniera che tutte le combinazioni, cioè tutti gli elettori di ciascuna sezione, uno per uno, potessero essere controllati e riconosciuti personalmente nel loro voto. In moltissime provincie, a cominciare dalla mia, dalla provincia di Rovigo, questo metodo risultò eccellente". Finzi "Evidentemente lei non c'era! Questo metodo non fu usato!". Matteotti "Onorevole Finzi, sono lieto che, con la sua negazione, ella venga implicitamente a deplorare il metodo che è stato usato". Finzi "Lo provi". Matteotti "In queste regioni tutti gli elettori...". Ciarlantini "Lei ha un trattato, perché non lo pubblica?". Matteotti "Lo pubblicherò, quando mi si assicurerà che le tipografie del Regno sono indipendenti e sicure (Vivissimi rumori al centro e a destra); perché, come tutti sanno, anche durante le elezioni, i nostri opuscoli furono sequestrati, i giornali invasi, le tipografie devastate o diffidate di pubblicare le nostre cose. (Rumori)". Voci "No! No!". Matteotti "Nella massima parte dei casi però non vi fu bisogno delle sanzioni, perché i poveri contadini sapevano inutile ogni resistenza e dovevano subire la legge del più forte, la legge del padrone, votando, per tranquillità della famiglia, la terna assegnata a ciascuno dal dirigente locale del Sindacato fascista o dal fascio (Vivi rumori interruzioni)".[...]
Non voglio dilungarmi a descrivere i molti altri sistemi impiegati per impedire la libera espressione della volontà popolare. Il fatto è che solo una piccola minoranza di cittadini ha potuto esprimere liberamente il suo voto: il più delle volte, quasi esclusivamente coloro che non potevano essere sospettati di essere socialisti. I nostri furono impediti dalla violenza; mentre riuscirono più facilmente a votare per noi persone nuove e indipendenti, le quali, non essendo credute socialiste, si sono sottratte al controllo e hanno esercitato il loro diritto liberamente. A queste nuove forze che manifestano la reazione della nuova Italia contro l'oppressione del nuovo regime, noi mandiamo il nostro ringraziamento.[...]
Voi dichiarate ogni giorno di volere ristabilire l'autorità dello Stato e della legge. Fatelo, se siete ancora in tempo; altrimenti voi sì, veramente, rovinate quella che è l'intima essenza, la ragione morale della Nazione. Non continuate più oltre a tenere la Nazione divisa in padroni e sudditi, poiché questo sistema certamente provoca la licenza e la rivolta. Se invece la libertà è data, ci possono essere errori, eccessi momentanei, ma il popolo italiano, come ogni altro, ha dimostrato di saperseli correggere da sé medesimo. (Interruzioni a destra) Noi deploriamo invece che si voglia dimostrare che solo il nostro popolo nel mondo non sa reggersi da sé e deve essere governato con la forza. Ma il nostro popolo stava risollevandosi ed educandosi, anche con l'opera nostra. Voi volete ricacciarci indietro. Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarne la dignità, domandando il rinvio delle elezioni inficiate dalla violenza alla Giunta delle elezioni. (Applausi all'estrema sinistra - Vivi rumori)".
"Lo provi".

"Io, il mio discorso l'ho fatto. Ora, a voi preparare il discorso funebre per me
"

Giacomo Matteotti, Ultimo discorso alla Camera dei Deputati, 30 Maggio 1924.

musica
16 giugno 2008
Malika Ayane Vs Elisa?!

A grande richiesta, ecco l'apertura di una nuova rubrica:
Sospette similitudini.

Iniziamo con Soul Waver di Malika Ayane che "ricorda" Eppure Sentire (un senso di te) di Elisa...

A voi il giudizio...


Come direbbe il più asimmetrico degli Enrichi Ghezzi... Buon Ascolto!


musica
11 giugno 2008
...suonala ancora, Sam..


...pare che la musica in parlamento non sia proprio cambiata. Nonostante la larghissima maggioranza del governo Berlusconi,  c'è ancora bisogno di lezioni di piano.
..boh, saranno tutti in bagno o a fumare..





I pianisti tornano in massa e alla Camera è bagarre

ROMA - «Ognuno è pregato di votare solo per se stesso». L' indicazione del presidente di turno, Rocco Buttiglione, dovrebbe suonare pleonastica, se non fosse che a Montecitorio - dove si votava ieri il decreto Alitalia - i «pianisti» sono tornati alla grande. Dando vita a gustosi siparietti con i "cecchini" dell' opposizione, che hanno cercato in ogni modo di impallinarli. Fabio Evangelisti, Italia dei Valori: «Presidente, vi è stato sicuramente un fenomeno extraterrestre. Vede dove è seduto l' onorevole Berruti? Il collega ha votato per sé, ma poi è rimasta accesa la luce rossa nella postazione a fianco». Massimo Maria Berruti, di Forza Italia, respinge l' accusa a modo suo: «Ho votato esclusivamente per me. Il collega è un ipocrita, un falso e un bugiardo». Evangelisti risponde per le rime: «Il fatto di essere offeso e apostrofato dall' onorevole - come si chiama? - Berruti per me è motivo di orgoglio». Nicolò Cristaldi, di An, se la prende con i colleghi che indicano a dito i pianisti: «Così si aggrava il clima politico». Ma la tarantella prosegue. E c' è anche chi inserisce nella fessura, al posto della tessera, una carta di credito: «Evitiamo comportamenti goliardici - sospira Buttiglione - che non contribuiscono alla dignità del Parlamento». La situazione tuttavia sfugge di mano. Ugo Lisi: «Presidente guardi di là!». Amedeo Laboccetta: «Lassù». Antonio Di Pietro. «Ma non è possibile!». Giuseppe Marinello: «Guardi giù». Di nuovo Evangelisti: «Guardi da quella parte». Antonello Soro: «Presidente, di là». Sembra di stare a scuola. Ugo Lisi, del Pdl: «Presidente, ci fanno le foto! È vietato fare le foto». Ecco, la questione delle fotografie in Aula a un certo punto esplode con virulenza. Il fatto è che radicali e dipietristi, per stanare i «pianisti», cominciano ad immortalarli con i cellulari, cosa che sarebbe vietata dal bon ton parlamentare. E la maggioranza, infatti, insorge. La radicale Bernardini si autodenuncia per le foto, chiede un incontro al presidente Fini, e suggerisce, tra le proteste del Pdl, un nuovo sistema di voto «con un dispositivo con le impronte digitali». Italo Bocchino, vicecapogruppo del Pdl, perde la pazienza: «Basta fare gli spioni a votazione aperta. Smettetela di fare i "Pierini" in Aula». Le fotografie però ci sono davvero e Antonio Di Pietro promette una gogna mediatica. «Pubblicheremo le foto nel nostro blog - annuncia - così gli italiani potranno vedere chi sono i truffatori». Elio Vito, ministro dei rapporti con il Parlamento, è costretto ad intervenire. «Le votazioni - assicura - sono state regolari. Se anche ci fossero stati dei deprecabili fenomeni di questo genere (i pianisti, ndr) non ci sono dubbi sul fatto che la maggioranza c' era». - FRANCESCO BEI


cinema
10 giugno 2008
...e alla fine arriva Alfano



..Laddove i suoi predecessori avevano fallito (e stiamo parlando di professionisti del calibro di Castelli e Mastella), un solo uomo, un fuoriclasse, una giovane promessa sbaraglia risolutivamente il campo: finalmente il cosiddetto ministro Alfano (..a quanto pare nazionale e senza filtro..) è riuscito nell'impresa di imbavagliare le persone non addette alle manovre..
A rimuovere gli ostacoli tipo magistratura, giornalisti (quei pochi) e opposizione (..opposizione?).
A smantellare l'ultimo intralcio: da oggi in poi quella strana sensazione chiamata vergogna è ufficialmente scomparsa.
Siamo tutti più liberi e finalmente potremo tutti telefonare senza limiti, senza scatto alla risposta, senza costi di ricarica: senza cioè che qualcuno ci occupi la linea con le sue intercettazioni maligne.
L'Italia esce così ancora una volta a testa alta dalle emergenze, nella fattispecie la ferina Emergenza Intercettazioni, ultima piaga del trittico calamitoso (le altre 2 sono ovviamente il "caso" Alitalia e il Nucleare di casa Scajola): l'irriducibile morsa che ha ridotto in ginocchio il Paese (a parte Prodi e i Comunisti, si capisce).

-  il Paese è sotto controllo -  confessa angelico Alfano.

Infatti con almeno 4 regioni in mano alla mafia non c'è dubbio che il Paese sia  sotto controllo..
Piacerebbe anche sapere di chi...

Poco male, se avrò notizie, vi telefono quanto prima..

ECONOMIA
10 giugno 2008
Cash Away


La situazione Alitalia è decisamente all'ultima spiaggia.
Alla deriva, in balia delle correnti, alla zattera finale.
Le azioni già da parecchio sono colate a picco, il capitano avverte i gentili viaggiatori che o si risolleva l'azienda, svendendo lo svendibile o si portano i libri in tribunale.
La compagnia di bandiera bianca è in attesa dell'ultimo atto, prima che precipiti per sempre nell'oblio.
E se proprio deve finire sotto un ponte, è meglio prima lastricarlo d'oro.
Ecco l'ultimo colpo di coda: la "novità" chiamata prestito ponte da 300 milioni di Euro, elimosinati giustamente prosciugando  le casse del Fondo per la competitività e sviluppo (205 milioni), del Fondo per la finanza d'impresa (85 milioni) e del Fondo di Riserva e Speciali del Ministreo dell'Economia (10milioni).
Gentili contribuenti, non Vi sentite un pò tutti  Alitaliani?
Dov'è finito quel senso di appartenenza, patriottico, morale, solidale, umanitario che ci unisce nel tricolore, che non smette mai di contraddistinguerci nella nazione che diede i natali al glorioso Francesco Baracca?
Possibile che nulla riesca a scalfire que' Vostri  glaciali cuori da continuare a non vedere codesta terribile emergenza nazionale che c'attanaglia tutti quotidianamente,  che ci opprime inconsolabili in un tramonto ostile, improvviso, inderogabile?
Possibile non stringerci attorno a questo profondo dèja vu, incantesimo alato, d'eterno ritorno?


« Che accadrebbe se, un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: “Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione [...]. L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere! »


E' come se il tempo si fosse fermato, scritti immortali sulla sabbia di un'isola deserta, parole sussurrate al vento d'una nazione senza memoria e senza gioventù.

E il tempo s'è fermato, come clessidre inceppate, come DATE che qui sotto, come sabbia, scivoleranno:



"Alitalia taglia 34 rotte perdono 280 miliardi

ROMA - L' Alitalia salita ieri di oltre il 15 per cento in Borsa taglia 34 rotte che perdono 280 miliardi di lire. E' lo stesso amministratore delegato Francesco Mengozzi ad annunciarlo e a confermare che Malpensa resta il principale scalo per la compagnia. «L' Alitalia afferma Mengozzi continua a vedere in Malpensa il principale hub italiano, dove ha investito molti soldi e nel quale crede, nonostante tiene a precisare il disagio provocato dal continuo mutare degli assetti aeroportuali milanesi dove, come più volte detto, Linate continua a erodere il ruolo di Malpensa e a minare il concetto di hub»."

"Maroni scrive a Berlusconi Alitalia spieghi le sue scelte

ROMA - Si va verso una verifica Alitalia-governo sugli impegni per lo sviluppo di Malpensa. Ieri il ministro del Welfare, Maroni, ha inviato una lettera a Berlusconi per chiedergli di convocare i vertici dell' Alitalia."

"Le perdite Alitalia sarebbero di 420 milioni Maroni: nuovo piano entro la fine del mese

ROMA - Mentre Air France annuncia che lancerà l' Opa sulla Klm olandese il 22 marzo prossimo e il suo presidente Jean-Cyril Spinetta conferma che anche l' Alitalia potrà entrare nella partnership «a condizione che sia ristrutturata e privatizzata», la gravità della crisi Alitalia comincia ad assumere contorni più precisi. Le perdite 2003 ammonterebbero a 420 milioni di euro, mentre l' azienda, interpellata, precisa che il consiglio d' amministrazione ha preso atto dell' aggravamento della situazione «solo nella riunione dell' 8 marzo scorso e non prima». "


"L' Alitalia precipita in pieno caos

ROMA - Alitalia in pieno caos. Ieri sono stati il ministro del Welfare, Roberto Maroni, e il presidente della compagnia, Giuseppe Bonomi, che con le loro dichiarazioni hanno descritto una situazione ad un passo dal precipizio. Ha iniziato il ministro, da Londra, ad accusare lo stesso governo di immobilismo rispetto alle esigenze della compagnia; ha proseguito il manager parlando prima di un mese di tempo per evitare il crac e precisando poi che i 30 giorni sono il limite massimo per varare il nuovo piano. «Il governo - ha detto Maroni - sta facendo troppo poco, anzi proprio nulla per l' Alitalia»."

"Nessun aiuto statale ad Alitalia

ROMA - Mentre l' Alitalia è in piena crisi e il titolo affonda in Borsa - ieri ha registrato una flessione del 5,5 per cento a fine giornata - il Tesoro conferma che non è stato fatto niente per salvare la compagnia. [..] «Non è stata adottata alcuna decisione in merito a possibili misure di sostegno a favore della compagnia aerea», scrive il dirigente generale del dipartimento Tesoro del ministero dell' Economia in una lettera di risposta a quella inviata l' 8 marzo scorso dalla Comissione Europea, con la richiesta di «dettagliate informazioni in merito alle misure o azioni che le autorità italiane intendano adottare a favore dell' Alitalia»."

"Un decreto per salvare Alitalia

ROMA - Arrivano gli interventi di salvataggio sull' Alitalia: il decreto sui cosiddetti «requisiti di sistema» - voluto dal governo per rilanciare l' intero settore, ma di fatto fondamentale per la compagnia di bandiera - è ormai pronto. Se ne parlerà giovedì nel vertice di governo previsto fra Berlusconi, Maroni, Lunardi e Tremonti (Fini non ci sarà), ma è probabile che oggi stesso o al massimo domani i suoi contenuti siano illustrati alla compagnia. "

"Alitalia, giovedì via al decreto

ROMA - Lo scontro Tremonti-Maroni è rientrato, il decreto sui requisiti di sistema per il settore aereo, che consentiranno di salvare l' Alitalia, si farà. Sarà presentato al Consiglio dei ministri di giovedì 29 aprile."

"La Ue apre a un prestito-ponte Maroni:Proposta stravagante

ROMA - Bruxelles lancia una piccola ciambella di salvataggio per Alitalia, suggerendo l' ipotesi di un prestito-ponte per iniettare liquidità nelle casse della compagnia di bandiera, ma il ministro del Welfare Roberto Maroni respinge l' offerta: «proposta stravagante», la definisce, e «con un sapore di pressione lobbistica»."

"Alitalia, Maroni gela le attese Il prestito ponte? Mai deciso

ROMA - All' indomani dell' annuncio del piano di salvataggio dell' Alitalia - prestito ponte per 400 milioni di euro, ingresso di Fintecna nelle società che nasceranno dalla ristrutturazione e aumento di capitale garantito dallo Stato - il governo è di nuovo diviso."

"Sì al prestito Alitalia, governo diviso

ROMA - L' Alitalia non fallisce, arriva il prestito-ponte, ma il governo è diviso: i ministri leghisti Roberto Maroni e Roberto Castelli hanno votato contro. [..]
Entro luglio Giancarlo Cimoli, presidente e amministratore delegato della compagnia, completerà il piano industriale di rilancio, che il governo italiano sottoporrà al giudizio della Commissione Europea, cui spetta valutare se le misure previste, prima fra tutte il prestito-ponte, sono compatibili con le norme europee. Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il Decreto della presidenza del Consiglio dei ministri, che di concerto con i ministeri dell' Economia e dei Trasporti prevede la garanzia dello Stato per un prestito fino a un massimo di 500 milioni di euro, rimborsabile entro sei mesi e rinnovabile una sola volta per altri sei. Ciò per rispettare le regole comunitarie in materia."

"Il prestito salva Alitalia fino a marzo

ROMA - Rimbalzo del titolo, oggetto ieri di forti scambi, che ha recuperato oltre il 3 per cento in Borsa. [..]
Ieri si è appreso che il prestito-ponte da 400 milioni di euro, garantito dal Tesoro e sottoscritto da un gruppo di banche, consentirà all' Alitalia di sopravvivere sino al marzo 2005, non un giorno di più. "

"E l' ombra di Bondi il risanatore adesso si allunga sull' Alitalia

ROMA - Su Alitalia si allunga l' ombra del supercommissario Enrico Bondi. Ad evocarlo, seppur trincerandosi dietro un "no comment" è il ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi. L' ipotesi su cui il ministro non si sbilancia è quella di un avvicendamento tra "risanatori" Bondi al posto di Giancarlo Cimoli. "

"Maroni: se si va avanti così sarà inevitabile il fallimento

ROMA - «La "nuova" Alitalia che potrebbe rinascere da un fallimento, non rappresenta un dramma. Semmai, è l' incertezza che crea un dramma». "


Ad libitum


O Càpitano mio Capitano..
L'ostinazione con cui si continua a percuotere una carcassa priva di vita è pari solo alla bramosia d'ottenere per due soldi un'anima già volata in cielo...
Dopo il fallimento, infatti, qualche buon samaritano raccoglierà le ceneri e la Fenice rinascerà...privatizzata... (naturalmente all'italiana..)
Provate a chiederlo ai càpitani (nel senso che càpitano sempre al posto giusto - per loro - al momento giusto -per loro) Ligresti, Tronchetti Provera, Marcegaglia, e Compagnia di giro.

Signori, ecco la cordata italiana...


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Zappiamo Forbice passaparola


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