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ilmagodiquoz
Blog di satirinformazione, controindicazione, farneticazione e controfarneticazione: da usare con cautela.
arte
8 agosto 2009
Il Passante di Mestre...



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permalink | inviato da ilmagodiquoz il 8/8/2009 alle 11:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
sessualità
20 marzo 2009
La Chiesa unica soluzione..





Caro amico Africano malato di aids, non usare i preservativi,
ma rinnovati spiritualmente e umanamente...
Usa la Chiesa...




«La Chiesa combatte l' Aids I preservativi non servono»

Il Papa in Camerun: «La mia solitudine? Un mito» Benedetto XVI accolto da canti e balli di decine di migliaia di fedeli, con vesti multicolori, bandierine e striscioni

YAOUNDÉ (Camerun) - In aereo la domanda l' aveva messo di buon umore. «Se mi sento solo? Per la verità devo un po' ridere su questo mito della mia solitudine». Benedetto XVI parlava dei suoi incontri quotidiani, compresi i vecchi «compagni di messa» che sono appena andati a trovarlo. Ancora non poteva immaginare l' accoglienza della gente di Yaoundé, decine di migliaia di sorrisi, vesti multicolori, canti, balli, bandierine e striscioni tra il verde lucente dei banani e la terra rossa lungo i trenta chilometri di strada dalla foresta intorno all' aeroporto al centro della capitale del Camerun: «Amo la gioia della fede in Africa». Il Papa inizia il suo primo viaggio nel continente dimenticato e affronta subito, con l' abituale chiarezza, alcuni temi chiave: parla dell' Aids e dice che «non si può superare questo dramma con la distribuzione di preservativi, che al contrario aumentano il problema», cita come esempio «particolarmente encomiabile» che nel Paese «i malati siano curati gratis» dal centro cardinal Léger, scandisce che «di fronte al dolore o alla violenza, alla povertà o alla fame, alla corruzione o all' abuso di potere un cristiano non può mai rimanere in silenzio». Sbarcato dall' aereo, accolto dai vescovi e dal presidente camerunense Paul Biya - al potere da 27 anni e onnipresente accanto al Papa nei giganteschi fotomontaggi sparsi a Yaoundé - Benedetto XVI sillaba la denuncia più severa: «Il traffico di esseri umani, specialmente di inermi donne e bambini, è diventato una moderna forma di schiavitù». Miseria, ingiustizie, malattie. In un Paese dove un quarto degli abitanti è cattolico - e lungo la strada sfilano innumerevoli gli studenti delle scuole della Chiesa » Benedetto XVI elogia la «terra di vita, dove il governo parla in difesa dei diritti dei non nati». Sull' aereo, sereno e imperturbabile davanti ai giornalisti, il pontefice ha risposto all' obiezione di chi considera la posizione della Chiesa sull' Aids non realistica e inefficace: «Io direi il contrario. Penso che la realtà più efficiente, più presente e forte nella lotta contro Aids sia proprio la Chiesa cattolica con le sue strutture, i suoi movimenti e comunità». Perché il dramma non si supera «con i soldi, pure necessari». Ci vuole «l' anima». E i preservativi «peggiorano il problema». La soluzione non può che essere «l' umanizzazione della sessualità e una vera amicizia verso le persone sofferenti». Benedetto XVI, e prima il cardinale Ratzinger, del resto lo ha sempre detto. Che lo ripeta ora, in un continente che conta il 67% dei sieropositivi del pianeta, può anche essere un messaggio a quei religiosi cattolici che i preservativi, da queste parti, li distribuiscono come «male minore». In generale, il Papa invita la Chiesa alla «purificazione dei cuori». Vale anche per l' economia e la crisi più che mai nefasta in Africa: Benedetto XVI conferma di aver rinviato l' enciclica sociale, ormai pronta, proprio quando «si è scatenata la crisi e abbiamo ripreso il testo» per rispondere in base «agli elementi reali». L' etica, ripete, deve stare «dentro» l' economia e «rinnovarla» dall' interno. Solidarietà, redistribuzione della ricchezza. «Spero che l' enciclica possa essere un elemento di aiuto, una forza per superare la crisi». Gian Guido Vecchi

Pagina 16
(18 marzo 2009) - Corriere della Sera





POLITICA
23 novembre 2008
Arte Concessuale: Italia, unoooo!!




POLITICA
6 novembre 2008
BerluskOrama: "NULLA IN QUESTO PAESE E' IMPOSSIBILE...."






Berlusconi "promuove" Mara Carfagna portavoce del governo.


Silvio Berlusconi vuole Mara Carfagna per il ruolo di portavoce del Consiglio dei ministri. L'idea è stata spiegata da Gianni Letta, secondo il quale il ministro per le Pari Opportunità sarà presente a tutte le riunione preparatorie del Cdm per studiare i meccanismi legislativi, visto che il premier sta pensando a lei come al ministro che, dopo le riunioni del governo, possa spiegarne i risultati ai giornalisti. Una sorta, appunto, di portavoce dell'esecutivo. Ma la Carfagna, in privato, ha espresso qualche perplessità, consapevole delle responsabilità che un ruolo del genere richiederebbe e del fatto che si andrebbero ad aggiungere a quelle derivanti dal suo dicastero.


Affari Italiani: http://www.affaritaliani.it/forum/carfagnaspekaer291008.html


DIARI
9 settembre 2008
One flew east, one flew west, one flew over the cuckoo's nest
 

Così oggi inauguriamo una nuova rubrica: Wunderkammer.

Una necessità fisiologica: non so più dove catalogare, esibire, custodire gelosamente preziosismi, reperti contemporanei - estratti del nostro tempo - destinati a restare nella storia istantanea del nostro Paese per almeno un paio di minuti (poi, come al solito, l'italiota lo rimuoverà destamente dal suo cluster di memoria ed al suo posto scolpirà, naturalmente, il ricordo opportunamente riveduto e corretto dai colossi del pensiero unico).
Non a caso l'inflazionatissimo (..quasi pop, se non fosse ormai kitsch.. ) aforisma di Warhol "ognuno ha diritto al suo quarto d'ora di celebrità", andrebbe riveduto e corretto in "ognuno ha diritto al suo quarto d'ora di memoria". Sarebbe già un traguardo ragionevole:una boccata d'ossigeno alla dignità della Storia.
Infatti il manganello preventivo del terzo millennio è docile docile, mansueto mansueto: l'annullamento del senso critico.
Che come un Re Mida tutto ciò che tocca trasforma da materia celebrale in amebe italittiche.
L'Arte della transumanza neuronale: neuroni, cioè, che dalla loro sede sono indotti a pascolare altrove, su vette irraggiungibili di lobotomia normalizzata.
Là dove osano i cuculi.
Là dove quindi governano i cuculi.
Lì dove si continuano ad infettare i nidi.
Impunemente.
Una piccola bottega degli orrori, insomma.
Se non fosse che con gli orrori abbiamo imparato a conviverci.
Tanto da non riuscir più a discernere il bello dal brutto.
Il buono dal cattivo.
L’opportuno dall’opportunismo.
Il vero dal falso.
Il cuculo dalla ragione.

Ed ora, qualcosa di completamente diverso..

SCIENZA
4 settembre 2008
L'Osservatore Romano: " La morte cerebrale non basta..."



...sono perfettamente d'accordo...
...Altrimenti si dovranno abbattere milioni di elettori e spettatori televisivi...





Il 40° anniversario del Rapporto di Harvard che modificò la definizione di morte

Il Vaticano: «La morte cerebrale
non è la fine della vita». È polemica

«Valutare le ricerche scientifiche e le basi morali prima dei trapianti». Insorge la comunità scientifica

CITTÀ DEL VATICANO - Secondo L'Osservatore Romano, la dichiarazione di «morte cerebrale» non è più sufficiente per sancire la fine della vita, che va quindi rimodulata anche in base alle nuove ricerche scientifiche. L'organo di stampa del Vaticano lo scrive martedì in un editoriale firmato da Lucetta Scaraffia, membro del Comitato nazionale di bioetica e vice presidente dell'Associazione Scienza e vita, dedicato al 40° anniversario del Rapporto di Harvard, che modificò la definizione di morte, da allora non più basata sull'arresto cardiocircolatorio, ma sull'encefalogramma piatto.

CONTRADDIZIONE - La Chiesa accettò quella definizione e si disse favorevole al prelievo degli organi da pazienti considerati cerebralmente morti, ricorda l'editoriale. Ma poi la scienza ha dimostrato che «la morte cerebrale non è la morte dell'essere umano», perciò il concetto di «morte cerebrale entra in contraddizione con il concetto di persona secondo la dottrina cattolica, e quindi con le direttive della Chiesa nei confronti dei casi di coma persistenti. La giustificazione scientifica di questa scelta risiede in una peculiare definizione del sistema nervoso, oggi rimessa in discussione da nuove ricerche, che mettono in dubbio proprio il fatto che la morte del cervello provochi la disintegrazione del corpo», spiega Lucetta Scaraffia, che prosegue affermando che forse aveva ragione chi sospettava che la nuova definizione di morte, «più che da un reale avanzamento scientifico, fosse stata motivata dall'interesse, cioè dalla necessità di organi da trapiantare».

TRAPIANTI - Molti neurologi, giuristi e filosofi sono oggi concordi «nel dichiarare che la morte cerebrale non è la morte dell'essere umano», prosegue l'autrice dell'articolo. «Queste considerazioni aprono ovviamente nuovi problemi per la Chiesa cattolica, la cui accettazione del prelievo degli organi da pazienti cerebralmente morti, nel quadro di una difesa integrale e assoluta della vita umana, si regge soltanto sulla presunta certezza scientifica che essi siano effettivamente cadaveri». Inoltre «l'idea che la persona umana cessi di esistere quando il cervello non funziona più, mentre il suo organismo, grazie alla respirazione artificiale, è mantenuto in vita, comporta un'identificazione della persona con le sole attività cerebrali, e questo entra in contraddizione con il concetto di persona secondo la dottrina cattolica, e quindi con le direttive della Chiesa nei confronti dei casi di coma persistente».

REAZIONI - Secondo Vincenzo Carpino, presidente dell'Associazione anestesisti-rianimatori ospedalieri italiani, la morte cerebrale «resta al momento l'unico criterio valido, in mancanza di nuove evidenze scientifiche, per definire la morte di un individuo». La legge italiana, dice Carpino, che stabilisce i criteri per l'accertamento della morte cerebrale «è una delle migliori al mondo», prevedendo una serie di accertamenti precisi. Alessandro Nanni Costa, presidente del Centro nazionale trapianti, afferma che i criteri di Harvard «non sono mai stati messi in discussione in 40 anni dalla comunità scientifica, e vengono applicati in tutti i Paesi scientificamente avanzati. I dubbi ci sono sempre stati, ma da parte di frange minoritarie che fanno critiche non scientifiche». La morte cerebrale, tiene a precisare Nanni Costa, è ben altra cosa dallo stato vegetativo. Invece per Giancarlo Umani Ronchi, ordinario di medicina legale alla Sapienza di Roma e membro del Comitato nzionale di bioetica, i criteri di accertamento della morte cerebrale risalenti a 40 anni fa «lasciano molto perplessi. Dalla morte cerebrale non ci si riprende, ma sui criteri di accertamento si discute da anni». Duro commento di Maurizio Mori, presidente della Consulta di bioetica: «Sulle questioni di fine vita, la Chiesa non è più in grado di dare risposte ai nuovi problemi e diffonde inutile panico. Non sapendo più come gestire le nuove tecniche e trovandosi in serissime difficoltà sul caso Englaro, preferisce gettare discredito su tutte le nuove tecnologie, venendo anche a rimettere in discussione i trapianti d'organo. L'obiettivo è chiaro: bloccare il caso Englaro e fissare barriere alla legge sul testamento biologico che sarà tanto restrittiva da essere inutilizzabile». Risponde padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano: «Il testo dell'Osservatore Romano è un interessante e autorevole articolo firmato dalla signora Lucetta Scaraffia, ma non può essere considerato una posizione del magistero della Chiesa». Per Ignazio Marino, senatore del Pd e chirurgo dei trapianti, la posizione dell'Osservatore Romano è «molto perciolosa e può mettere a serio rischio il futuro dei trapianti». Marino ricorda che Giovanni Paolo II, partecipando nel 2000 al congresso della Transplantation Society a Roma, «ha dato un riconoscimento etico e morale alla tecnica del trapianto di organi e ai criteri scientifici, come quello della morte cerebrale».

Corriere della Sera, 02 Settembre 2008


POLITICA
1 settembre 2008
Berlusconi, dialogo con La Russia..



"..quoque tu, figlio di Putin..."


Oggi vertice a Bruxelles.
In linea con i precetti italioti, "toni forti ma nessuna sanzione" alLa Russia.






 

Summit straordinario dei 27 paesi sulla crisi in Ossezia
Toni forti, ma probabilmente nessuna sanzione alla Russia

Georgia, oggi vertice a Bruxelles
Berlusconi: "Dialogo, no scontro"


Il premier: "Abbiamo davanti una potenza nucleare, importante fornitrice
di gas e petrolio"

[...] Al centro della delicata situazione diplomatica, anche l'importanza delle materie prime: "La Russia - ha aggiunto Berlusconi - non solo e' una grande potenza nucleare e atomica, ma è anche una importantissimo fornitore di petrolio e di gas. Non si deve interrompere il dialogo per il partenariato con la Russia, anche per ragioni di realpolitik. Si tratta ancora di una potenza militare, ha una potenzialità atomica capace di distruggere dieci volte la popolazione mondiale, la sua economia cresce a un ritmo del 7-8% l'anno, ha il petrolio e il gas, e non è positivo che lo possa dare alla Cina invece che all'Europa".

(La Repubblica, 1 settembre 2008)


POLITICA
27 luglio 2008
Lo Stato d'Emergenza...



...Siete voi!









La Settimana Enignostica presenta:

AGUZZATE LA VISTA.


Il pluralismo dell'informazione.

Queste 5 testate giornalistiche si differenziano per 20 piccolissimi particolari. Quali?





















Rassegna Stampa di sabato 26 luglio 2008

DIARI
23 maggio 2008
2008, Odissea nell'ospizio
Che questo non fosse un paese per giovani lo si poteva intuire già da tempo. E chi ha avuto l’onore, o l’ardire, di voler proprio nascere a cavallo tra gli anni 70 e 80 da tempo intuiva qualcosa di più che un semplice sospetto o presagio. Una generazione, che per convenzione chiameremo X. Più che una generazione, quindi, una convenzione. O una variabile. Una variabile flessibile. Una costante precaria. Una X. Una X silenziosa, contemplativa, che vorrebbe sfondare le porte ben sprangate del finto liberalismo. Del mercato clientelare. Delle giurassiche strutture sociali ed economiche, a gettone di raccomandazione. Che vorrebbe fare breccia inveendo grida mute, strappate in gola, per poi naturalmente chiedere scusa. Eh, "non si fa". Non è educato. Per noi reduci di CiaoCrem e della tv anni 80, degli USA e getta, delle tette in seconda serata di nascosto, dei melensi pudding americani figli - genitori, delle buone azioni, delle omissioni, dei bambini in Africa: insomma la Mac Donald dei buoni principi . Una X costante, variabile impazzita e schizofrenica tra i rifiuti nello spazio e la minaccia nucleare. Noi una X tenuta in sala d'attesa, in formalina, in una bolla di vetro - che se la giri scende la neve..  - tra la guerra fredda e l'antipastino tiepido degli anni novanta: per noi seduti ancora composti al tavolino 2008, aspettando la frutta. Poi naturalmente si paga pure il conto. Una generazione badante: una variabile flessibilmente inchinata a mantenere costante il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni precedenti. Una X replicante, automa, costruita e forgiata a immagine e somiglianza dei propri pigmalioni. Una X tra la baby sitter e la data di scadenza retrodatata: adulta verso i 30, vecchia verso i 29.
Una generazione Rea di partorire e Rea di non farlo. Minacciata costantemente da  un Kronos che più passa e più ci divora. Ci ri-vomita e ci ri-divora. A seconda del Pil.
Una X ponte, sullo stretto via vai del rispetto delle regole. Regole puntualmente infrante, continuamente rimescolate a favore di soliti e noti. Di chi fino a ieri ti metteva la magliettina di lana, ti diceva di fare ciao con la manina, di comportarti bene a scuola ed il giorno dopo ti mette nudo su un treno senza destinazione.  Una X di transizione, schiacciata tra il martello e l'incudine di quelli che spingono sotto. Come gli stronzi.
Ecco questo blog parte da qui.
Proprio dove lo avevi lasciato tu...








Questo blog è dedicato a Demetra, Ade, Estia, Era e Poseidone. E a quella pietra in fasce che prima o poi recapiteremo...
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