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ilmagodiquoz
Blog di satirinformazione, controindicazione, farneticazione e controfarneticazione: da usare con cautela.
POLITICA
26 giugno 2009
Risintonizzati, Italia!
 Questa:



NON è una puttana, è un' ESCORT...


Questo:




NON è un puttaniere,
 è il PRESIDENTE DEL CONSIGLIO...



















VA BENE ANDARE A PUTTANE. ...MA NON BISOGNA DIRLO... from informazionedalbasso on Vimeo.




permalink | inviato da ilmagodiquoz il 26/6/2009 alle 10:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
24 dicembre 2008
Revisionaire#1: il Presepe..


il bue che da del cornuto all'asino...
l'asino che da del somaro al bue...
entrambi, però, l'hanno sempre scaldata bene la mangiatoia...






Ah sì, Buon Natale..




Leggi razziali, Fini: «Una infamia
e la Chiesa non si oppose»

La Santa Sede: sbaglia, Pio XI le condannò

ROMA (16 ottobre) - «L'ideologia fascista non spiega da sola l'infamia delle leggi razziali. C'è da chiedersi perché la società italiana si sia adeguata nel suo insieme alla legislazione antiebraica e perché, salvo talune luminose eccezioni, non siano state registrate manifestazioni particolari di resistenza. Nemmeno, mi duole dirlo, da parte della Chiesa cattolica». Lo afferma il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un passaggio del suo intervento alla conferenza organizzata a Montecitorio nel 70° anniversario delle leggi antiebraiche e razziste.

«Rievochiamo oggi - sostiene Fini - una pagina vergognosa della storia italiana. Quelle leggi hanno rappresentato uno dei momenti più bui nelle vicende de nostro popolo».

La risposta della Chiesa. Le dichiarazioni del presidente della Camera sono «sconcertanti». Lo ha detto all'Ansa padre Giovanni Sale, scrittore della Civiltà Cattolica. Sia contro il razzismo che contro le leggi razziali, ricorda padre Sale, Pio XI prese posizione di «aperta condanna. Quando Fini dice quello che ha detto sbaglia, evidentemente non conosce questo pagina di storia nazionale che vede contrapposti Pio XI e Mussolini, o forse le sue frasi sono frutto di una svista, di cercare un correo a delle responsabilità che il presidente della Camera vuole in parte coprire che fanno parte della sua storia, anche se non di quella recente. Alla fine - conclude padre Sale - Pio XI fu sconfitto su tutta la linea e Mussolini ebbe la meglio, però va detto che il Papa fu l'unico in quel tempo che si oppose con le sue forze e nell'ambito della sua competenza alle leggi razziali».

Lupi (Pdl): la Chiesa le ha sempre contrastate. In disaccordo con Fini anche Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera e deputato del Pdl: «Qualunque storico, anche lontano dalla Chiesa cattolica ed indifferente alla sua dottrina, può illustrare centinaia di documenti che dimostrano l'agire corretto per la tutela dei diritti dell'uomo così come l'impegno mai venuto meno e finalizzato alla difesa della persona umana ed in particolare a quella del popolo ebraico».


Il Messaggero, 16 ottobre 2008.








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SCIENZA
4 settembre 2008
L'Osservatore Romano: " La morte cerebrale non basta..."



...sono perfettamente d'accordo...
...Altrimenti si dovranno abbattere milioni di elettori e spettatori televisivi...





Il 40° anniversario del Rapporto di Harvard che modificò la definizione di morte

Il Vaticano: «La morte cerebrale
non è la fine della vita». È polemica

«Valutare le ricerche scientifiche e le basi morali prima dei trapianti». Insorge la comunità scientifica

CITTÀ DEL VATICANO - Secondo L'Osservatore Romano, la dichiarazione di «morte cerebrale» non è più sufficiente per sancire la fine della vita, che va quindi rimodulata anche in base alle nuove ricerche scientifiche. L'organo di stampa del Vaticano lo scrive martedì in un editoriale firmato da Lucetta Scaraffia, membro del Comitato nazionale di bioetica e vice presidente dell'Associazione Scienza e vita, dedicato al 40° anniversario del Rapporto di Harvard, che modificò la definizione di morte, da allora non più basata sull'arresto cardiocircolatorio, ma sull'encefalogramma piatto.

CONTRADDIZIONE - La Chiesa accettò quella definizione e si disse favorevole al prelievo degli organi da pazienti considerati cerebralmente morti, ricorda l'editoriale. Ma poi la scienza ha dimostrato che «la morte cerebrale non è la morte dell'essere umano», perciò il concetto di «morte cerebrale entra in contraddizione con il concetto di persona secondo la dottrina cattolica, e quindi con le direttive della Chiesa nei confronti dei casi di coma persistenti. La giustificazione scientifica di questa scelta risiede in una peculiare definizione del sistema nervoso, oggi rimessa in discussione da nuove ricerche, che mettono in dubbio proprio il fatto che la morte del cervello provochi la disintegrazione del corpo», spiega Lucetta Scaraffia, che prosegue affermando che forse aveva ragione chi sospettava che la nuova definizione di morte, «più che da un reale avanzamento scientifico, fosse stata motivata dall'interesse, cioè dalla necessità di organi da trapiantare».

TRAPIANTI - Molti neurologi, giuristi e filosofi sono oggi concordi «nel dichiarare che la morte cerebrale non è la morte dell'essere umano», prosegue l'autrice dell'articolo. «Queste considerazioni aprono ovviamente nuovi problemi per la Chiesa cattolica, la cui accettazione del prelievo degli organi da pazienti cerebralmente morti, nel quadro di una difesa integrale e assoluta della vita umana, si regge soltanto sulla presunta certezza scientifica che essi siano effettivamente cadaveri». Inoltre «l'idea che la persona umana cessi di esistere quando il cervello non funziona più, mentre il suo organismo, grazie alla respirazione artificiale, è mantenuto in vita, comporta un'identificazione della persona con le sole attività cerebrali, e questo entra in contraddizione con il concetto di persona secondo la dottrina cattolica, e quindi con le direttive della Chiesa nei confronti dei casi di coma persistente».

REAZIONI - Secondo Vincenzo Carpino, presidente dell'Associazione anestesisti-rianimatori ospedalieri italiani, la morte cerebrale «resta al momento l'unico criterio valido, in mancanza di nuove evidenze scientifiche, per definire la morte di un individuo». La legge italiana, dice Carpino, che stabilisce i criteri per l'accertamento della morte cerebrale «è una delle migliori al mondo», prevedendo una serie di accertamenti precisi. Alessandro Nanni Costa, presidente del Centro nazionale trapianti, afferma che i criteri di Harvard «non sono mai stati messi in discussione in 40 anni dalla comunità scientifica, e vengono applicati in tutti i Paesi scientificamente avanzati. I dubbi ci sono sempre stati, ma da parte di frange minoritarie che fanno critiche non scientifiche». La morte cerebrale, tiene a precisare Nanni Costa, è ben altra cosa dallo stato vegetativo. Invece per Giancarlo Umani Ronchi, ordinario di medicina legale alla Sapienza di Roma e membro del Comitato nzionale di bioetica, i criteri di accertamento della morte cerebrale risalenti a 40 anni fa «lasciano molto perplessi. Dalla morte cerebrale non ci si riprende, ma sui criteri di accertamento si discute da anni». Duro commento di Maurizio Mori, presidente della Consulta di bioetica: «Sulle questioni di fine vita, la Chiesa non è più in grado di dare risposte ai nuovi problemi e diffonde inutile panico. Non sapendo più come gestire le nuove tecniche e trovandosi in serissime difficoltà sul caso Englaro, preferisce gettare discredito su tutte le nuove tecnologie, venendo anche a rimettere in discussione i trapianti d'organo. L'obiettivo è chiaro: bloccare il caso Englaro e fissare barriere alla legge sul testamento biologico che sarà tanto restrittiva da essere inutilizzabile». Risponde padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano: «Il testo dell'Osservatore Romano è un interessante e autorevole articolo firmato dalla signora Lucetta Scaraffia, ma non può essere considerato una posizione del magistero della Chiesa». Per Ignazio Marino, senatore del Pd e chirurgo dei trapianti, la posizione dell'Osservatore Romano è «molto perciolosa e può mettere a serio rischio il futuro dei trapianti». Marino ricorda che Giovanni Paolo II, partecipando nel 2000 al congresso della Transplantation Society a Roma, «ha dato un riconoscimento etico e morale alla tecnica del trapianto di organi e ai criteri scientifici, come quello della morte cerebrale».

Corriere della Sera, 02 Settembre 2008


POLITICA
7 agosto 2008
La Teta y la Luna



La verità svelata è che:

- la giustizia avrà meno fondi e sarà - ancora - più lenta
- con i militari in giro, lo stato di polizia è alle porte
- l'inflazione e il debito continuano a crescere
- l'evasione fiscale è in forte ripresa
- la benzina è alle stelle (camionisti, dove siete ora?)
- la pasta e il pane sono in drammatico aumento (pensionati... state ancora ingurgitando  la pasta elettorale?)
- la Casta è sempre più puttana ed impunita
- la propaganda si propaga a macchia d'olio...

Che si fa?

Ci mettiamo un bel push-up?

In fin dei conti anche l'italiano medio sta cambiando:
una volta girava con il paraocchi, ora con il reggiseno.
Beh certo, ora si ragiona con l'uccello, vuoi mettere?
Si sta nettamente meglio, è anche più comodo.
Lo faceva anche San Francesco.
O Del Piero, adesso non ricordo...
Vuoi mettere comunicare con i piccioni, con i barbagianni con le cocorite anzichè dover sostenere certe facce che normalmente s'appollaiano al trespolo televisivo?

Il problema è che poi magari qualcuno ci piglia gusto. Ed incomincia a starnazzare di economia, di giurisprudenza, di sicurezza, di ambiente, di etica, di giustizia. Tanto che ormai non riconosci più l'uomo dalla gallina, il pennuto dall'umano, il pene dal proprio padrone ed il servo dalle proprie pene. Ora non sai più se sta parlando l'organismo del buffone o il suo orgasmo. Chi ha sostituito chi. Chi è padrone di chi.
E va a finire che magari ci si dimentica che, a volte, le mammelle - all'occorrenza - servono per allattare. Per far crescere, nutrire. Allevare. Assaporare il futuro.
Futuro.
Ma quest'ultima non è di certo la prima immagine che balza in mente al Nostro e ai Suoi casti Cortigiani.
L'associazione di idee, anzi è della stessa natura di cui sono abili pensatori: una associazione in cui il membro più fedele, il migliore amico dell'uomo,  è in incontrollabile, instabile, inarrestabile desiderio di eiaculare verbi, aggettivi, ricette, moralismi, suggestioni, emozioni, simpatie, ilarità.
Il membro in questione è in grado persino di pontificare, si fa ventriloquo, dall'alto del Suo basso ventre, a nome del popolo italiano.. quasi che il popolo italiano fosse relegato nella Sua stretta cerniera presidenziale.
Il popolo italiano sta molto più in basso. Sdraiato. A terra. Narcotizzato. Imbolsito. Anestetizzato da propagande feroci e anacronismi ideologici.
 Un popolo non popolo, addomesticato con la maestria di ammaestrare, assuefatto a scaltri teoremi, servo con il diletto di servire.

Un popolo guardone, un popolo che non vuol vedere.
Un popolo addestrato a guardare il membro e mai la luna.










a spiegazione del «ritocco»: turbava i telespettatori

E Palazzo Chigi «velò» il seno
alla «Verità svelata» del Tiepolo

ROMA — Le donne, a Palazzo Chigi, preferiscono vederle vestite. E non importa se quella che esibisce un seno — piccolo, tondo, pallido — se ne sta su una copia del celebre dipinto di Giambattista Tiepolo (1696-1770): «La Verità svelata dal Tempo ». Il dipinto, che Silvio Berlusconi aveva scelto come nuovo sfondo per la sala delle conferenze stampa, viene ritoccato. È successo. La testimonianza fotografica è inequivocabile. Prima si scorge un capezzolo. Poi il capezzolo sparisce. Coperto, si suppone, con due colpetti di pennello. La notizia è battuta dall’agenzia Italia alle 17,22. Un’ora dopo, Vittorio Sgarbi, critico d’arte di antica osservanza berlusconiana, ha la voce che quasi gli trema. «Cos’hanno fatto? Ma davvero?». Un ritocchino, professore. «Pazzi, sono dei pazzi...».

Ci vuole un bel coraggio, in effetti, a mettere le mani su un Tiepolo, sia pure in crosta. «E allora cosa dovrebbero fare con tutte quelle statue di donna sparse in decine di musei italiani dove spesso si ammirano seni da far restare senza fiato pure Pamela Anderson? ». L’arte, evidentemente, spaventa. «Oh... io spero davvero che la decisione di questo assurdo, folle, patetico, comico, inutile ritocchino sia stata presa all’insaputa del Cavaliere. Tanto più che se volevano fargli un piacere, cercando di non far associare agli italiani una tetta alla sua immagine di uomo, come dire? incline al fascino femminile, sono riusciti invece nell’esatto contrario. Ma si sa, almeno, chi è il responsabile di questa cretinata?». Non s’è capito subito, in verità. Poi il sottosegretario alla Presidenza Paolo Bonaiuti ha fatto personalmente qualche telefonatina. «E allora, beh, direi che è andata molto semplicemente: diciamo che è stata un’iniziativa di coloro che, nello staff presidenziale, provvedono alla cura dell’immagine di Berlusconi ».

Bonaiuti, scusi: ma cosa li avrebbe turbati tanto? «Beh... sì, insomma: quel seno, quel capezzoluccio... Se ci fate caso, finisce esattamente dentro le inquadrature che i tg fanno in occasione delle conferenze stampa». E quindi? «E quindi hanno temuto che tale visione potesse urtare la suscettibilità di qualche telespettatore. Tutto qui». C’è da dire che in occasione delle prime inquadrature ormai risalenti alla conferenza stampa del 20 maggio scorso (con il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia perfettamente centrata sotto la femminile Verità ancora scoperta) al centralino di Palazzo Chigi non risultano essere giunte particolari proteste da parte della cittadinanza italiana. Nè preoccupazioni per eventuali turbamenti vennero comunque al Cavaliere e al suo architetto di fiducia, che lo aiutò nella scelta del celebre dipinto: Mario Catalano, forse non casualmente già scenografo del memorabile programma di spogliarello televisivo «Colpo Grosso», condotto da Umberto Smaila su Italia 7 dal 1987 al 1991, con le ragazze, chiamate «mascherine», che — appunto — si facevano volar via il reggiseno cantando «Cin cin/ fruttine prelibate/ cin cin...».

Corriere della Sera, 3 agosto, 2008


arte
14 luglio 2008
..gli piace.. gli piace..




..ma i Papa Boys lo seguirebbero anche all'inferno?
Se sì, si chiameranno Village People?
Papa Blows?
Papa Toys?
Papa glads, gli assorbiodori?
Papa Boys Town Gang?
Pope Shop Boys?



POLITICA
7 luglio 2008
Emergenza Prost-istituzione


...ma se la gnocca è tanta e i Ministeri pochi, non si potrebbero riaprire i Ministeri Chiusi?
Alla faccia della Legge Merlin.... Tiè!

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permalink | inviato da ilmagodiquoz il 7/7/2008 alle 18:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
diritti
1 luglio 2008
La Suprema Corte del Sillogismo...


La Suprema Corte di Cassazione ha annullato, con rinvio, la condanna per "propaganda di idee discriminatorie" all'attuale sindaco di Verona, il leghista Fabio Tosi.

"All'epoca dei fatti contestatigli - una petizione e manifesti del 2001 contro i campi nomadi abusivi - Tosi era capogruppo della Lega Nord nel consiglio regionale veneto e durante una riunione aveva detto tra l'altro che "gli zingari dovevano essere mandati via perché dove arrivavano c'erano furti". Il pm veronese Guido Papalia l'aveva rinviato a giudizio ed era stato condannato a due mesi di reclusione. Ora il verdetto è stato annullato per nuovo esame, con l'indicazione ai giudici di merito della corte d'Appello veronese di non considerare reato le iniziative politiche che hanno come obiettivo i comportamenti illegali di appartenenti alle minoranze etniche e non le etnie in sé."

[..]

"Tosi, insieme ad altri quattro leghisti (Matteo Bragantini, Lucio Coletto, Enrico Corsi e Maurizio Filippi) era stato rinviato a giudizio per aver promosso una petizione nella quale si chiedeva "lo sgombero immediato di tutti i campi nomadi abusivi e provvisori e che l'amministrazione non realizzi nessun nuovo insediamento nel territorio comunale". La raccolta di firme era stata pubblicizzata da manifesti con su scritto "no ai campi nomadi, firma anche tu per mandare via gli zingari". E poi c'era quella frase.

A questo proposito i difensori dei leghisti - avanzando un'obiezione ritenuta "in larga misura fondata" dai giudici della Cassazione - avevano sottolineato che il pensiero di Tosi non era razzista in quanto "la contrapposizione tra ladro e non ladro non esprime un'idea di superiorità, ma di semplice differenza di comportamento". Ancora per quanto attiene la frase di Tosi, la Suprema Corte aggiunge che "la frase anzidetta non esprimeva alcuna idea di superiorità o almeno non superiorità fondata sulla semplice diversità etnica, ma manifestava solo un'idea di avversione non determinata dalla qualità di zingari delle persone discriminate ma dal fatto che tutti gli zingari erano ladri". E questo, per i supremi giudici, "non è un concetto di superiorità o odio razziale, ma un pregiudizio razziale". Punibile se "contiene affermazioni categoriche non corrispondenti al vero".
La Repubblica 29 giugno 2008








..il che vuol dire che in fase di appello bis basterà trovare ed esibire anche un solo zingaro onesto (o, meglio, che non sia mai stato condannato) per far cadere le tesi di Tosi e quindi per passare dal pregiudizio razziale al razzismo.
Perciò alla conferma della condanna (in quanto
Punibile se "contiene affermazioni categoriche non corrispondenti al vero" - e cioè che TUTTI gli zingari siano ladri).


Alcune motivazioni della sentenza:

"La discriminazione si deve fondare sulla qualità del soggetto (nero, zingaro, ebreo ecc) e non sui comportamenti. La discriminazione per l'altrui diversità è cosa diversa dalla discriminazione per l'altrui criminosità".

"In definitiva - conclude Piazza Cavour condividendo la linea difensiva di Tosi - un soggetto può anche essere legittimamente discriminato per il suo comportamento ma non per la sua qualità di essere diverso".



Benissimo.

Ciò significa che, per proprietà transitoria, che FINALMENTE si possono avvallare petizioni e manifesti affermando che "tutti i politici devono andare a casa perchè dove arrivano ci sono concussioni, e corruzioni". Oppure.. "Più sicurezza nel portafoglio degli italiani: Firma anche tu per mandare via i politici ...".


Tanto trovare anche solo un politico onesto che riesca a scagionare la categoria, è impresa praticamente impossibile....


Non è, quindi, assolutamente mia intenzione discriminare il politico in quanto qualità del soggetto (es. unto, avido, approfittatore, immorale, opportunista, mentitore, affarista, rozzo, etc.) ma di discriminarlo  "con iniziative politiche che hanno come obiettivo i comportamenti illegali di appartenenti alle minoranze etniche (o meglio caste) e non le etnie (o meglio caste) in sé".
 
Ricordandoci sempre che:
"la contrapposizione tra ladro e non ladro non esprime un'idea di superiorità, ma di semplice differenza di comportamento"

Per l'appunto.

POLITICA
27 maggio 2008
Un Alberoni per tutte le stagioni



Alberoni è una pianta plurale molto grande.
E per ciò, in quanto tale, non gli arriva il sangue al cervello ma clorofilla.
Cerca posti soleggiati quindi vegeta (come tanti altri vegetali) al Corriere della Sera. Non è della famiglia dei sempreverdi (altrimenti la chioma non sarebbe così evidentemente caduca) tuttavia pare che nessuno gliel'abbia ancora fatto notare, altrimenti non si capisce a quale titolo scriva ANCORA sul primo quotidiano nazionale...

Sicchè gli Alberoni perdono le foglie ma non il vizio.



L'incursione di oggi è in commento a questo editoriale di Francesco Alberoni sul Corriere della Sera del 26 maggio 2008:

http://www.corriere.it/editoriali/alberoni/08_maggio_26/alberoni_94f44014-2ae1-11dd-9793-00144f02aabc.shtml

sul sito di Marco Travaglio in voglioscendere.it

moda
25 maggio 2008
Palombella Rosa


Secondo me la Palombelli non è più stronza di come la dipingiamo: è la tv che ingrassa!
E non so come, ma anche la radio.
Proprio come il nero snellisce (ma sta con tutto, come Gasparri..), il Verde pecora passa di moda (così come anche l'electrical blu radical, chiedere info al marito: pendant bianco eminenza con giallo vaticano) sfumando il rosso (sbiadito), quasi rosè del berty-notty (casual  chic, pret a port-a-port) anch'esso  ormai demodè.
Questo è l'anno del Blu magozurlì e del Verde pisello duro incazzato.
Ecco la Palombelli, se vuole continuare a fare laGGiornalista (bellissima la pagina di wikipedia! S'esordisce così:  ""Barbara Palombelli: Roma, 19 ottobre 1953, è una giornalista italiana. È moglie del politico Francesco Rutelli."") o la moglie di Francesco Rutelli - che quindi è un ruolo istituzionale (o quantomeno fa curriculum) - deve stare attenta alle tonalità che porta in dote (oltre, si capisce, alla sua spiccata arguzia e alla sua meritata intelligenza).
Perciò sono convinto che la bella Bàrbra quest'anno rilancerà il rosso sbiadito, quindi rosa per questi motivi:
1-abbiamo visto che negli ultimi 14 anni s'intona bene con il blu magozigulì, il nero reprise  e il verde testa di pisello, perciò - Avanti!
2-se vuole andare libera e sbarazzina, come solo lei sa, sulla passerella Vespasiana o Mentolata, quindi come opinionista esperta di sè stessa e del prossimo suo sè stesso, dovrà presentarsi quale voce d'opposizione (così avrà più passaggi cromatici e più spazio d'esposizione). E che Opposizione! Penso che chiederà qualche suggerimento a Francesco (il marito ombra), che gli rinverdirà un pò la brillante memoria di come si faceva fino a 2 anni fa. O fino a stamattina.
Chissà..
Aspettiamoci,quindi, prossimamente su tutti gli schermi unificati:

"Le Palombelle rose e le ultime lettere di Francesco Cicoria"


Ricapilando, la Palombelli non è stronza, siamo noi che siamo daltonici!





P.s. ...chiaramente Francesco mangia la cicoria per eseguire alla lettera - perchè Lui è preciso -  una dieta portentosa caldamente consigliata da Bàrbra...  non per altro!

L'incursione di oggi è a commento del post "l'anarchia continua" tratto dal Blog di Sabina Guzzanti:

http://www.sabinaguzzanti.it/?q=node/708

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Zappiamo Forbice passaparola


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